03 Aprile 2026 - 15:40:29
di Martina Colabianchi
Quasi quattromila bambini ancora nei Musp, dati sulla vulnerabilità sismica delle scuole ancora assenti e del tavolo tecnico, di cui era stata promessa la convocazione ad inizio anno, ancora non c’è traccia.
È quanto denunciato dal Comitato Scuole Sicure L’Aquila e dal Comitato Oltre il Musp che, a pochi giorni dal diciassettesimo anniversario del sisma del 2009, scrivono una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La richiesta: incontrare una delegazione o dedicare un messaggio pubblico che richiami le istituzioni alle proprie responsabilità.
In primo piano, ovviamente, le scuole non ancora ricostruite. Diciassette Musp sono ancora attivi sul territorio comunale, quando invece sarebbero dovute essere strutture pensate per durare mesi. E invece, denunciano i comitati da anni, sono ormai diventari il luogo ordinario di formazione di un’intera generazione.
In diciassette anni, solo tre scuole sono state costruite ex novo. La ricostruzione scolastica è in ritardo di anni, e il rischio concreto è che nel 2029, a vent’anni dal sisma, ci siano ancora bambini che non hanno mai conosciuto una scuola vera.
Eppure il Dossier comunale (rev. n. 24, settembre 2025) indica una fine lavori contrattuale entro l’estate 2026 per almeno cinque cantieri:
• Scuola dell’infanzia di Paganica (marzo 2026)
• Polo Gignano-Torretta-Sant’Elia (maggio 2026)
• Polo San Sisto-Santa Barbara (giugno 2026)
• Scuola primaria Celestino V (giugno 2026)
• Scuola dell’infanzia Pettino-Vetoio lotto 2 (luglio 2026)
A queste si aggiunge la scuola dell’infanzia San Giovanni Bosco (settembre 2026).
«Ci aspettiamo – scrivono – che queste scuole vengano inaugurate entro settembre 2026. Non sono promesse: sono impegni contrattuali. Vigileremo affinché vengano rispettati».
C’è poi la questione della vulnerabilità sismica di alcune strutture, portata all’attenzione un anno fa. In risposta, il Comune avviò le verifiche ma, ad oggi, i risultati non sono stati resi pubblici. «Le famiglie – scrivono i comitati – hanno il diritto di sapere in quali condizioni sono gli edifici che ospitano i loro figli ogni giorno. Quando verranno resi pubblici i dati?».
A gennaio 2026, inoltre, la Struttura di Missione Sisma 2009 si impegnò a convocare entro aprile 2026 un tavolo tecnico congiunto con comitati, USRA, Comune e Provincia. «Siamo ad aprile 2026, e quel tavolo non è ancora stato convocato. Chiediamo che venga fissato».
«In questo anniversario, non vogliamo retorica. Vogliamo risposte. Il 6 aprile è una data che appartiene a tutta L’Aquila. Il modo più autentico di onorare chi non c’è più è fare in modo che chi è rimasto abbia scuole sicure, dignitose, permanenti. Non tra vent’anni. Adesso», concludono i due comitati.
Il testo della lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Al Presidente della Repubblica Italiana
On. Sergio Mattarella
Signor Presidente,
tra pochi giorni L’Aquila si fermerà, come ogni anno, nel ricordo della notte del 6 aprile 2009.
Una ferita che non si è mai davvero rimarginata e che, a distanza di diciassette anni, continua a interrogare le coscienze di tutti noi.
Il 6 aprile 2026 segnerà un altro anniversario importante.
Diciassette anni dal sisma.
Eppure, oggi, quasi quattromila bambine e bambini della nostra città frequentano ancora scuole provvisorie, i MUSP.
Strutture nate per rispondere all’emergenza, che nel tempo sono diventate, loro malgrado, luoghi ordinari di crescita e formazione.
In questi anni qualcosa è stato fatto, è giusto riconoscerlo.
La ricostruzione è partita, alcuni cantieri sono stati avviati, e si intravede un percorso.
Ma il dato che resta, e che pesa come un macigno, è che in diciassette anni sono state realizzate ex novo solo tre scuole, peraltro avviate a pochi anni dal terremoto.
È difficile accettarlo.
È difficile spiegarlo.
È doloroso viverlo.
Per chi è genitore, per chi si è battuto in questi anni, per chi ha visto crescere una generazione intera dentro strutture nate per essere temporanee, tutto questo spezza il cuore.
La preoccupazione, oggi, è ancora più grande.
Temiamo che nel 2029, a vent’anni dal sisma, possano esserci ancora bambine e bambini che non avranno mai conosciuto una scuola vera, una scuola con la S maiuscola.
Per questo ci rivolgiamo a Lei, Signor Presidente, con rispetto e fiducia.
Non chiediamo soluzioni impossibili, ma un gesto.
Un segnale.
Una parola che richiami l’attenzione di tutto il Paese su questa ferita ancora aperta.
Le chiediamo, se possibile, di incontrare una nostra delegazione, come Comitato Scuole Sicure e Commissione Oltre il MUSP, oppure di voler dedicare una parola, un messaggio che possa rappresentare uno stimolo forte per tutte le istituzioni coinvolte.
L’Aquila ha bisogno delle sue scuole.
I suoi bambini e le sue bambine hanno il diritto a crescere in luoghi sicuri, dignitosi, veri.
Confidiamo nella Sua sensibilità e nella Sua attenzione, che in questi anni non ha mai fatto mancare alla nostra comunità.
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