08 Aprile 2026 - 10:21:46
di Tommaso Cotellessa
I sindacati chiedono una risposta immediata alla politica. Con una missiva indirizzata al presidente del Consiglio comunale e ai capigruppo, Cgil, Cisl, Uil e Ugl intervengono con decisione sulla crisi occupazionale e sullo spopolamento che sta colpendo la Valle Peligna, parlando apertamente di un territorio a rischio.
La richiesta è chiara: convocare con urgenza un Consiglio comunale straordinario che metta al centro il lavoro, non solo a Sulmona ma anche nelle aree della Valle Subequana e dell’Alto Sangro. Secondo le organizzazioni sindacali, le vertenze aperte non solo non trovano soluzione, ma negli ultimi mesi si stanno aggravando.
A preoccupare maggiormente è il settore dell’automotive, con le situazioni ancora irrisolte negli stabilimenti Marelli, Albasan e Sodecia. Ma la crisi si estende anche ai servizi e al terziario avanzato, con il caso 3G, al commercio e alla grande distribuzione con le difficoltà legate a Coop, fino ai servizi pubblici essenziali, con la vertenza Cogesa che si trascina ormai da anni.
«Dall’inizio dell’anno la situazione è nettamente peggiorata», denunciano Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Nel dettaglio, Marelli non ha ancora presentato il piano industriale annunciato entro gennaio, alimentando un’incertezza che dura da tempo; Albasan è in concordato preventivo; Sodecia, dopo la cessazione dell’attività, è ricorsa alla cassa integrazione; mentre 3G ha confermato il trasferimento delle proprie attività a Pescara, con un ulteriore colpo all’economia locale.
A questo quadro si aggiunge la crisi diffusa del tessuto commerciale e dei servizi, con attività che riducono il personale o chiudono, anche nel centro storico di Sulmona. Un fenomeno che, sottolineano i sindacati, contribuisce ad accelerare lo spopolamento e il progressivo indebolimento sociale ed economico dell’intera area.
I numeri, del resto, parlano chiaro: tra il 2005 e il 2025 la Valle Peligna ha perso il 13,56% della popolazione, pari a 6.810 residenti. «Il futuro del territorio è a rischio e non c’è più tempo da perdere», avvertono le sigle sindacali, che chiedono uno sforzo collettivo capace di superare divisioni e particolarismi.
Secondo Cgil, Cisl, Uil e Ugl servono risposte immediate e un piano straordinario di investimenti, pubblici e privati, basato su un modello partecipativo. Al centro devono tornare i servizi alle persone, dalla sanità all’istruzione, insieme al potenziamento delle infrastrutture materiali e immateriali – dalle reti viarie a quelle digitali – e a misure di fiscalità di vantaggio che rendano nuovamente attrattivo il territorio.
Le difficoltà del sistema produttivo, avvertono i sindacati, stanno già producendo effetti concreti: licenziamenti, riduzione dei salari e nuove forme di povertà, con un numero crescente di persone costrette a lasciare la Valle Peligna in cerca di lavoro.
Da qui la richiesta di attivare un percorso istituzionale strutturato, che parta dalla convocazione del Consiglio comunale straordinario e si sviluppi su più livelli: da un lato, con l’istituzione di un tavolo permanente di crisi e sviluppo in Regione Abruzzo, dall’altro con l’apertura di un confronto nazionale al Mimit per il riconoscimento dell’area come crisi complessa o ad alto impatto sociale.
I sindacati chiedono infine di essere ascoltati insieme agli amministratori locali, ai rappresentanti regionali e nazionali e al presidente della Provincia, per individuare soluzioni urgenti e concrete a tutela del lavoro e del territorio.
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