08 Aprile 2026 - 16:42:33
di Martina Colabianchi
La Giunta regionale abruzzese ha deliberato la richiesta al Governo della dichiarazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale a seguito degli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito il territorio regionale tra il 31 marzo e il 3 aprile 2026.
Le intense e prolungate precipitazioni hanno determinato diffuse criticità idrogeologiche e idrauliche, causando allagamenti, frane anche di rilevante entità e gravi danni alle infrastrutture viarie, agli edifici pubblici e privati, nonché alla rete dei servizi essenziali. In diversi casi si sono registrati isolamenti di centri abitati e criticità per strutture scolastiche e presidi sanitari.
Durante l’emergenza, il sistema regionale di protezione civile è stato prontamente attivato con l’apertura dei Centri di Coordinamento dei Soccorsi e dei Centri Operativi Comunali, l’adozione di misure preventive a tutela della popolazione – tra cui evacuazioni e chiusure stradali – e un costante monitoraggio del territorio.
A seguito dei sopralluoghi effettuati il 4 aprile alla presenza del presidente della Regione, Marco Marsilio, e del Capo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, la Giunta ha ritenuto sussistenti le condizioni per richiedere lo stato di emergenza nazionale, necessario per attivare strumenti e risorse straordinarie a supporto delle comunità colpite.
Contestualmente, la Giunta ha dichiarato lo stato di emergenza regionale per la durata di sei mesi, al fine di garantire interventi immediati e consentire agli enti locali di operare con procedure di somma urgenza.
L’Agenzia Regionale di Protezione Civile è stata incaricata di delimitare le aree interessate e di predisporre una dettagliata relazione tecnica sui danni e sui fabbisogni necessari per il ripristino delle strutture e delle infrastrutture danneggiate, nonché per il sostegno alle attività economiche e produttive.
La Regione provvederà successivamente a valutare eventuali anticipazioni di risorse finanziarie, in attesa dell’accesso ai fondi nazionali destinati alle emergenze.
Ed intanto una nuova emergenza interessa il confine tra Abruzzo e Molise, con la riattivazione della storica frana di Petacciato che ha di fatto spezzato in due l’Italia lungo la dorsale adriatica, con pesanti ripercussioni sul trasporto autostradale e ferroviario. Dal Ministero dei Trasporti, dove si è svolto il tavolo operativo convocato dal ministro Matteo Salvini, fanno sapere che è emerso «ottimismo circa la riapertura al traffico» già nei prossimi giorni dell’autostrada A14, in entrambe le direzioni, tra Vasto Sud e Poggio Imperiale e, non appena il monitoraggio della frana lo consentirà, anche della SS16 dal km 531+800 al km 535+800 e della SS709 dal km 0 al km 6.
Il ministro ha inoltre dato il via libera all’avvio dei lavori di FS sulla linea ferroviaria adriatica. L’intervento inizierà oggi alle 19 e consentirà la riattivazione della circolazione già venerdì. Infine Salvini ha poi preso visione della totalità degli interventi che serviranno per ristabilire la normale viabilità lungo tutto il versante e nella giornata di domani effettuerà un sopralluogo.
Frane che hanno interessato anche la nostra regione nelle ultime settimane, in primis quella di Silvi in provincia di Teramo che ha portato all’evacuazione di diversi nuclei familiari e a danni stimati per oltre 4 milioni di euro.
Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, rispondendo alle interrogazioni alla Camera, ha ricordato che «il territorio abruzzese è esposto a episodi franosi per il 18,3%» e che «sono stati 8 mila 493 gli eventi censiti».
Nella definizione del Piano degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico per «il 2026 la Regione ha avuto risorse» pari a «8 milioni di euro per il finanziamento di interventi sul territorio regionale, a fronte del totale nazionale di 313 milioni euro».
«Per ciò che attiene alle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) di competenza del dipartimento della protezione civile, la Regione Abruzzo è stata destinataria di 69 interventi finanziati per 53,749 milioni di euro per la riduzione del rischio di alluvione e del rischio idrogeologico: risultano ad oggi conclusi 54 interventi sui 69 totali – ha precisato il ministro – . Nel complesso, dall’esame della piattaforma on-line ReNDiS per la Regione Abruzzo risultano 1746 interventi, per un finanziamento di importo complessivo pari a oltre 1 miliardo euro, di cui 547 interventi conclusi” per un importo di circa “242 milioni euro e 205 interventi in corso di esecuzione per un importo di circa 217 milioni euro. Allo stato attuale, il Comune di Silvi (Teramo) risulta intestatario di 6 interventi, di cui 5 conclusi».
Per quanto riguarda invece il ponte crollato sul Trigno sulla statale 16 Adriatica, il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano ha detto che «l’Anas sta lavorando perché in 5-7 mesi si sta cercando di rifarlo in maniera ordinaria».
Confindustria Abruzzo Medio Adriatico: «Italia rischia di essere spaccata in due»
«La situazione che si è determinata al confine tra Abruzzo e Molise, a seguito delle alluvioni e dei movimenti franosi che hanno colpito il territorio, ha assunto un carattere emergenziale senza precedenti per il sistema produttivo e per la mobilità di persone e merci lungo la dorsale adriatica. La contemporanea chiusura dell’Autostrada A14 nel tratto compreso tra Vasto Sud e Termoli, l’interruzione della Strada Statale 16 Adriatica e il fermo della circolazione ferroviaria stanno di fatto provocando una paralisi dei collegamenti tra Abruzzo e Molise, con effetti che travalicano i confini regionali e investono l’intero sistema economico del Centro-Sud».
Lo dichiara Lorenzo Dattoli, presidente di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico.
«Siamo di fronte a una situazione gravissima che rischia concretamente di spaccare l’Italia in due, interrompendo uno dei principali assi di collegamento del Paese. Le conseguenze sono pesantissime non solo per la mobilità ordinaria, ma soprattutto per il tessuto industriale, per la continuità produttiva delle imprese, per la logistica, per l’approvvigionamento delle materie prime e per la distribuzione delle merci”. Le limitazioni alla viabilità sono state disposte in conseguenza del movimento franoso nell’area di Petacciato e delle verifiche tecniche in corrispondenza del viadotto Cacchione sull’A14, mentre la SS16 risulta interrotta nel tratto interessato anche per il crollo di un viadotto in località Montenero di Bisaccia. A subire un impatto diretto è in particolare il sistema manifatturiero dell’area adriatica, con ripercussioni immediate sulla circolazione delle merci e sugli spostamenti quotidiani di centinaia di lavoratori residenti in Molise che ogni giorno raggiungono i luoghi di lavoro in Abruzzo, in particolare nella zona industriale di San Salvo, Vasto e nella Val di Sangro. Anche il traffico deviato sulle arterie alternative, in particolare sulla SS650 Trignina, sta generando forti congestioni».
«In queste ore stanno arrivando a Confindustria numerose segnalazioni da parte delle aziende del territorio, che rappresentano con crescente preoccupazione i disagi organizzativi e produttivi determinati dall’interruzione dei collegamenti. Solo per citarne una, Stellantis, secondo una segnalazione pervenuta, vedrebbe coinvolti almeno 300 lavoratori negli spostamenti quotidiani tra Molise e Abruzzo, un dato che rende evidente la portata concreta dell’emergenza per il sistema industriale e occupazionale dell’area – prosegue – Non siamo davanti a un semplice disagio alla circolazione, ma a una vera emergenza infrastrutturale che mette sotto pressione intere filiere produttive e migliaia di famiglie. Ogni ora di blocco o rallentamento produce costi economici rilevanti, ritardi nelle consegne, difficoltà organizzative per le aziende e un aggravio enorme per i lavoratori pendolari».
Per questa ragione, Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, a tutela del tessuto produttivo del territorio, chiede con urgenza un incontro tecnico con tutte le istituzioni e i soggetti competenti – Regioni Abruzzo e Molise, Comuni interessati, Anas, Ferrovie, gestori delle infrastrutture e autorità preposte, al fine di ottenere un quadro chiaro e aggiornato: sulle tempistiche previste per il ripristino della piena viabilità stradale, autostradale e ferroviaria; sulle misure straordinarie immediatamente attivabili per contenere i disagi; sulle forze e sulle risorse attualmente messe in campo per fronteggiare l’emergenza; sui percorsi alternativi realmente sostenibili per lavoratori e trasporto merci; sugli interventi strutturali necessari per evitare che situazioni analoghe possano ripetersi.
«Le imprese hanno bisogno di certezze, di tempi, di coordinamento e di una cabina di regia vera», conclude Dattoli. «In un’area strategica per l’industria del medio Adriatico non è pensabile che, a seguito di eventi calamitosi, si determini il blocco simultaneo di autostrada, statale e ferrovia senza una risposta rapida, unitaria e concreta. Occorre agire subito per garantire continuità produttiva, tutela dell’occupazione e collegamenti efficienti tra territori che vivono ogni giorno di scambi, lavoro e integrazione economico. Confindustria Abruzzo Medio Adriatico continuerà a seguire con la massima attenzione l’evolversi della situazione, raccogliendo le segnalazioni delle imprese e sollecitando ogni iniziativa utile per il superamento dell’emergenza nel più breve tempo possibile», conclude.
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