09 Aprile 2026 - 12:07:44
di Vanni Biordi
L’Aquila protagonista stamattina di un appuntamento fondamentale nella lotta al dissesto del suolo.
Nell’Auditorium di Palazzo Silone, sono state sottoscritte le convenzioni per il programma di consolidamento delle frane, un intervento finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) 2021-2027, che coinvolge i rappresentanti di 13 Comuni abruzzesi.
Il presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, e l’assessore con delega alla Difesa del suolo, Umberto D’Annuntiis, hanno firmato questo atto di difesa territoriale.
In un contesto di crescenti emergenze idrogeologiche, esacerbate dal cambiamento climatico, l’iniziativa rappresenta un baluardo strategico. Secondo i dati Ispra, l’Abruzzo conta oltre 30mila frane censite, con un danno annuo stimato in centinaia di milioni.
Le convenzioni stanziano risorse UE per interventi mirati su versanti instabili, con tecniche di ingegneria naturalistica e opere di contenimento.
Il FESR è lo strumento per invertire la rotta, non dobbiamo e non possiamo più attendere che la natura detti le regole.
Questi fondi potrebbero salvere vite e infrastrutture in aree ad alto rischio. Il programma si inserisce nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e nella Strategia UE per la Biodiversità 2030, rispondendo a un contesto sociale drammatico.
Nelle ultime settimane, piogge intense hanno provocato smottamenti isolando frazioni e danneggiando la viabilità. Finalmente azioni concrete, dopo anni di proclami.
La sfida resta immane perché il 40% del territorio abruzzese è a rischio frana, con 150mila abitanti esposti.
Le convenzioni firmate stamattina non sono una semplice formalità: vincolano i sindaci a piani operativi entro sei mesi, con monitoraggio dell’Agenzia regionale Tutela Ambientale. Un modello che potrebbe ispirare l’Italia centrale, dove il dissesto costa un miliardo l’anno. Palazzo Silone si è fatto oggi palcoscenico di un impegno che guarda al futuro.
Ma perché solo ora, con i fondi UE in scadenza? il bando FESR è stato pubblicato a fine 2025 e le istruttorie accelerate hanno evitato ritardi. I geologi locali stimano che gli interventi ridurranno del 30% i rischi su 200 km di rete viaria.
Stamattina, L’Aquila sembra aver scritto una pagina di concretezza amministrativa. In un’Italia ferita dal clima impazzito, queste firme sono un segnale di difesa per un territorio fragile ma tenace. Forte e gentile.
«Questa mattina stipuliamo convenzioni con 13 Comuni – ha detto D’Annunitiis – Si tratta del secondo blocco degli interventi previsti all’interno del Fesr 2027. Come Regione Abruzzo, già nella passata legislatura, avevamo avviato una campagna di prevenzione del rischio idrogeologico e la stiamo proseguendo. Quello di oggi è il secondo blocco per un importo di 24 milioni che si va ad aggiungere al primo di 14 milioni sottoscritto lo scorso anno, che porta alla somma di 38 milioni per un totale di 25 interventi finanziati con fondi Fesr»
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