10 Aprile 2026 - 10:56:28

di Vanni Biordi

L’Aquila si proietta verso l’Europa. Il Centro congressi “Luigi Zordan” ha ospitato “Lavorare a Bruxelles – Carriere professionali tra istituzioni, imprese e ricerca”, un confronto di alto profilo che ha riunito studenti, docenti e vertici internazionali.

Promosso dall’Azienda per il diritto allo studio universitario (Adsu) in collaborazione con l’Università dell’Aquila, l’evento ha illuminato i sentieri complessi verso le opportunità professionali nel cuore pulsante dell’Unione Europea.

Un’onda di prestigio ha travolto la sala. I saluti del rettore Fabio Graziosi hanno sancito il patto tra ateneo e Adsu, mentre il direttore Michele Suriani e il professor Fabrizio Politi, ordinario di Diritto costituzionale, hanno guidato i lavori con rigore accademico. Relatori di calibro europeo si sono alternati sul palco, offrendo testimonianze dirette e non edulcorate sui meccanismi di accesso al mondo bruxellese.

Nell’ambito di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, l’evento si inserisce nel ciclo “COOLture Fest” dell’Adsu, dedicato ad accoglienza, socialità e crescita culturale.

Marica Schiavone, presidente Adsu, ha tracciato la visione: «Aprirsi a contesti di grande prestigio come quello di Bruxelles significa offrire agli studenti una prospettiva più ampia, che supera i confini del percorso universitario e li mette in relazione con ambiti professionali di alto profilo, tra istituzioni europee, imprese e attività legate alle politiche e ai programmi dell’Unione. Iniziative come questa aiutano a chiarire i percorsi, le competenze richieste e i criteri di accesso, offrendo strumenti concreti per orientarsi e costruire scelte consapevoli».

Michele Suriani ha ribadito l’impatto pratico: «Abbiamo costruito un momento di confronto che entra nel merito dei percorsi di accesso e delle competenze richieste per lavorare nelle istituzioni europee. L’obiettivo è ridurre la distanza che separa gli studenti da realtà come Bruxelles, mettendo a disposizione strumenti di orientamento, formazione e prime opportunità di inserimento, così da consentire loro di comprendere con maggiore chiarezza criteri e modalità di accesso».

Il parterre di esperti ha delineato mappe professionali realistiche. Monica Sarrecchia, export manager Agri Food Benelux e presidente di Abrussels, ha condiviso strategie per il settore agroalimentare. Vito Colonna, manager government Regulatory Affairs di Subaru Europe NV/SA, ha descritto dinamiche regolatorie. Alessandro Paoloni, head of Africa Department di AESA Agriconsulting Europe SA, ha esplorato opportunità in contesti globali. Gianluca Del Boccio, research specialist analytical R&D di Procter and Gamble, ha focalizzato su innovazione e ricerca. Gina Maurizi, funzionario del Mef alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’UE, ha chiarito i canali istituzionali italiani. Ubaldo Macchiella, dg hr del Dipartimento della Commissione Europea, e Alessandro Mattucci, alumni EU Commission e College of Europe, hanno offerto insight su selezioni e advancement interni.

Queste voci autorevoli, hanno smontato miti, per il semplice fatto che le carriere UE non sono lineari, ma richiedono competenze trasversali come multilinguismo, analisi policy e networking. Fonti come il portale EUR-Lex e rapporti della Commissione Europea confermano che nel 2025, oltre 32.000 posti nelle istituzioni UE, con il 40% accessibile via concorsi EPSO (European Personnel Selection Office), enfatizzando stage traineeship e mobility interne.

L’evento assume risonanza nazionale per il calibro dei partecipanti e il legame con il sistema universitario aquilano. Rientra in un programma di 10 appuntamenti Adsu per il 2026, in sinergia con Università, Accademia di Belle Arti e Conservatorio “Alfredo Casella”.

L’Aquila, da macerie polverose a capitale culturale, ora esporta talenti verso Bruxelles. La mattinata non è stato solo un seminario, ma un catalizzatore. Studenti aquilani, armati di cv e ambizioni, escono con una bussola precisa, dal traineeship alla Commissione al private sector ibrido. In un’Europa colpita da crisi e transizioni, queste iniziative forgiano generazioni competitive, riducendo il brain drain e alimentando il ritorno di cervelli.