14 Aprile 2026 - 16:37:52
di Martina Colabianchi
«Non ci sarà alcun Piano regionale del commercio entro il termine perentorio del 2026, nonostante sia previsto esplicitamente dal 2018 nel Testo Unico Regionale sul Commercio. A comunicarlo oggi sono stati gli uffici regionali nel corso dei lavori della Prima Commissione».
Con queste parole il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli e il capogruppo Pd Silvio Paolucci hanno sollevato un caso che rischia di scuotere le fondamenta dell’economia locale abruzzese.
La mancata approvazione dello strumento di programmazione entro la scadenza fissata dalla mediazione con il Ministero aprirebbe infatti uno scenario di totale deregolamentazione.
Secondo gli esponenti dem, lo scenario che si prospetta è critico: «È un fatto di straordinaria gravità, perché se la Regione Abruzzo non interverrà rapidamente, dal gennaio 2027 chiunque potrà aprire nuovi centri commerciali. Sarebbe un colpo durissimo per i piccoli e medi commercianti delle nostre città, già messi in ginocchio dall’elevatissima densità di grandi strutture di vendita presenti sul territorio e dalla concorrenza del commercio online, il tutto aggravato da anni di politiche miopi che stanno contribuendo allo svuotamento dei centri cittadini».
Blasioli e Paolucci hanno contestato duramente l’assenza della parte politica durante il confronto tecnico: «Oggi – incalzano Blasioli e Paolucci – avremmo voluto chiedere direttamente alla Giunta quale sia la volontà della maggioranza su un tema che incide in modo decisivo sull’economia locale. Ascoltare la politica, e non solo la struttura tecnica, avrebbe aiutato a comprendere quale direzione la Regione intenda prendere».
Il timore è che l’Abruzzo scivoli in una pericolosa deregulation alla scadenza della moratoria concordata con il Ministero. I due esponenti, quindi, chiedono che il prima possibile sia ascoltata sul tema l’assessore Tiziana Magnacca, sperando che arrivi con l’affidamento già eseguito a terzi della predisposizione del piano.
Sulla stessa linea si pone Angelo Radica, presidente di Ali Abruzzo: «Nel momento in cui il Consiglio regionale esamina la normativa, riteniamo fondamentale affermare la necessità di porre un freno all’espansione dei centri commerciali». Per Radica, il rischio desertificazione è concreto. «Sarebbe paradossale consentire un ulteriore crescita della grande distribuzione, perché penalizzerebbe le botteghe e i piccoli negozi. Invece di combattere lo spopolamento delle aree interni e dei centri di dimensioni minori, si darebbe al contrario un ulteriore incentivo alla loro desertificazione. Servono, al contrario, strumenti e servizi che motivino la popolazione a rimanere».
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