18 Aprile 2026 - 10:32:39
di Marianna Galeota
Esplorare il tema della bellezza nelle sue dimensioni filosofiche, teologiche, letterarie e artistiche è il tema al centro della giornata di studi “Varcare la soglia della bellezza”, promossa questa mattina a palazzo dell’Emiciclo, dalla Società Filosofica Italiana (sezione L’Aquila), insieme a numerosi enti istituzionali, accademici e culturali, tra cui la Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana, l’Arcidiocesi dell’Aquila, il Gran Sasso Science Institute, l’Accademia Medica dell’Aquila, l’Università degli Studi, il Comune e la Fondazione Cassa di Risparmio.
Nella prima sessione, il cardinale Gianfranco Ravasi, Ppesidente emerito del Pontificio Consiglio per la Cultura e don Federico Palmerini, responsabile Pastorale Universitaria Arcidiocesi dell’Aquila affrontano il tema della bellezza come porta verso il divino, mentre nella seconda parte, la professoressa di Unive Paola Pagani parla dell’approccio filosifico di bellezza e mistero.
Nel pomeriggio, il dialogo con la scrittrice Dacia Maraini sulla bellezza in letteratura come cura dell’anima e, in chiusura, la Basilica di Collemaggio sarà al centro del dibattito tra il giornalista Massimo Alesii, la professoressa di Restauro architettonico di Univaq Carla Bartolomucci, e la storica dell’arte Elena De Pamfilis
L’introduzione e l’apertura dei lavori sono affidati al giornalista Tommaso Cotellessa.
«Davanti alla televisione ci troviamo spesso di fronte a un ammasso di macerie. La maceria è diventato quasi il simbolo di questi tempi, almeno per noi – ha detto Ravasi – Bisognerebbe sempre incessantemente ricordare almeno due elementi: da un lato che la bruttezza delle macerie nasce dalla bruttura e, in italiano, bruttura è una categoria morale, è l’immoralità della guerra, della violenza, dell’odio reciproco e, dall’altra parte, ricordare anche però che è sempre possibile, sotto le macerie, tenere un bulbo che abbia a fiorire ed è il germe bulbo della speranza. Purtroppo, vediamo come nell’ambito delle grandi potenze, abbiamo delle reazioni che sono sgangherate e alcune volte, quando hanno esiti sui popoli, striano di sangue la storia. Io penso che il compito principale sia quello delle religioni, e lo fa Papa Leone come l’aveva fatto Papa Francesco. E un compito anche della cultura dovrebbe essere quella di essere sempre una spina nel fianco e ricordare ogni giorno alcuni valori come i valori della pace dell’amore, della solidarietà ma soprattutto essere pronti anche nell’interno del piccolo delle comunità di creare questa atmosfera questo spirito».
«Oggi parlare di bellezza è importante – aggiunge Palmerini – perché la tentazione grossa in un contesto come questo è di rassegnarsi alla bruttezza in tutte le sue forme, la violenza e la barbarie in alcuni casi sono quelle massime. crediamo nel valore della bellezza in tutte le sue forme. Oggi sarà un approccio interdisciplinare e multidisciplinare che permetterà secondo noi di dare un contributo, perché realmente quando l’uomo si apre alla bellezza poi ci sono effetti positivi che permettono di manifestarla anche nei comportamenti di tutti i giorni nelle scelte che quotidianamente si fanno, quindi speriamo abbia una sua fecondità tutto questo».

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