20 Aprile 2026 - 19:58:11
di Redazione
Un delitto «Nato in un contesto famigliare abbastanza travagliato». Così il procuratore capo del tribunale di Vasto, Domenico Seccia, ha chiarito gli ulteriori sviluppi del caso Sciorilli.
Il 21enne Andrea Sciorilli è stato trovato senza vita nel pomeriggio del 19 aprile, nel garage dell’appartamento di famiglia a Vasto. Ad ucciderlo il padre Antonio, che ha confessato dopo il lungo interrogatorio.
«Questo omicidio signori nasce all’interno di un contesto familiare abbastanza travagliato che vede alcuni dissapori ed alcuni contrasti, nati all’interno del nucleo familiare che si sono trascinati da un po’ di tempo e che sono sfociati il 19 aprile. L’attività è stata particolarmente intensa, particolarmente importante ed ha portato poi alle dichiarazioni confessorie che sono state rese dal padre e che hanno portato, non come si è scritto inopinatamente al fermo del soggetto, ma al suo arresto in flagranza».
Nell’aula del tribunale vastese, con il comandante dei carabinieri Mario Giacona e le sostitute procuratrici Miriam Manfrin e Silvia Di Nunzio, il procuratore Seccia ha spiegato che tra padre e figlio c’erano «Contrasti che si trascinavano da tempo, sfociati poi nell’omicidio effettuato con tre colpi inferti con un’arma pesante da taglio».
Un’ascia, ha poi specificato il procuratore, rinvenuta all’interno del garage. Andrea Sciorilli è stato raggiunto da tre colpi: uno alla testa, uno allo zigomo e allo sterno, quest’ultimo risultato fatale.
«Sono in corso le attività conseguenti giudiziarie e procedurali che sono necessarie e che porteranno anche nel contempo all’approfondimento, all’arricchimento e al completamento dell’attività investigativa per alcuni punti che dovranno essere ulteriormente chiariti, ma che non sono fondamentali per la prima ricostruzione dei fatti che è stata operata, non solo per le dichiarazioni confessorie che sono state rese ma soprattutto per alcuni riscontri fondamentali, tra cui è possibile riferirvi che è stata recuperata l’arma oggetto dell’omicidio. Si tratta di un’ascia, era un’arma da taglio che deteneva all’interno delle sue disponibilità domiciliari».
Osservando le tracce di sangue, ha spiegato il procuratore, è stato possibile ricostruire la dinamica dell’evento. Prima del delitto una lite tra padre e figlio sarebbe partita dall’appartamento al terzo piano della circonvallazione Histoniense di Vasto. In casa c’erano solo Antonio e Andrea, non la madre. Padre e figlio litigavano animatamente: alla base delle incomprensioni, la preoccupazione del padre per il futuro lavorativo del 21enne.
«Attraverso una prima ricostruzione dell’attività del sanguinamento che era stato reperito attraverso i luoghi oggetto di attenzione investigativa, portavano ad una violenza da cui poi sarebbe scaturito l’omicidio, all’interno del domicilio. Siamo in attesa di completare le investigazioni sul movente che però si delinea chiaramente nell’ambito di queste prime battute, nel senso che il papà cercava di trovare un lavoro sicuro per il figlio, momento rispetto al quale non riceveva adesione da parte della vittima del reato».
Nel pomeriggio del 19 aprile, il fatto di sangue. Antonio Sciorilli è stato arrestato in flagranza di reato: un testimone ha allertato i Carabinieri intorno alle 14.20, dopo aver visto l’indagato «che trafficava con la salma».
Nel corso della conferenza stampa per fare il punto su delitto e indagini si è andato anche a ritroso. Confermata una denuncia (risalente al 2024) da parte del padre e della sorella di Andrea, a carico del 21enne, per maltrattamenti. Per il ragazzo non c’era stata nessuna conseguenza: la stessa denuncia era poi stata ritirata e il fascicolo archiviato.
Per ulteriori elementi del delitto, costato la vita al 21enne, si attendono adesso i risultati dell’esame autoptico, previsto il prossimo 22 aprile.
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