21 Aprile 2026 - 17:25:27
di Tommaso Cotellessa
Revocare immediatamente i nuovi atti di convenzione per l’assegnazione degli alloggi dei Progetti Case. è questa la richiesta che la Cgil rivolge al Comune dell’Aquila dopo la modifica dei criteri di attribuzione delle abitazioni.
La nuova convenzione prevede il passaggio da un tempo indeterminato ad un tempo determinato di assegnazione con l’aggiunta della possibilità di sgombero degli alloggi da parte del Comune senza offrire agli utenti soluzioni alternative.
Per il sindacato si tratta di criteri che «snaturano l’essenza stessa del progetto Case». Inoltre la Cgil sostiene che il cambiamento di procedura non produca alcun effetto per l’utilità pubblica se non quello di rendere maggiormente difficoltosa la programmazione, per gli assegnatari e per le loro famiglie, di una vita di qualità e senza precarietà.
Per far fronte ad una eventuale morosità l’ente Locale sta contattando tutti gli assegnatari del progetto Case per far sottoscrivere la nuova convenzione per il godimento di questi alloggi pubblici, tuttavia il sindacato chiede lo stop immediato della procedura e il ritorno alla convenzione precedente nella quale – ricordano gli esponenti della Cgil – erano già presenti le previsioni che tutelavano l’Ente pubblico in caso di usi impropri degli alloggi e di morosità.
«Se il Comune, in questi anni, non ha saputo gestire il patrimonio immobiliare pubblico con l’applicazione concreta delle previsioni già inserite nei vari decreti di assegnazione degli alloggi Case, non può oggi scaricare indiscriminatamente su tutti gli assegnatari e sulle loro famiglie la precarizzazione del rapporto concessorio» scrivono in una nota i sindacalisti.
«Il Comune di L’Aquila applichi le regole già vigenti nei confronti di chi, volutamente e non per necessità, non adempie ai propri obblighi di corresponsione dei canoni (di locazione e di condominio), revocando, per l’effetto ed in via immediata, il “nuovo atto di concessione” che, di fatto, penalizza indiscriminatamente tutti gli assegnatari e le loro famiglie che vivono in quegli immobili secondo principi di correttezza, diligenza e buona fede. Tutte persone, queste, che, invece, oggi, di fronte al nuovo atto di concessione, si trovano in una condizione di forte preoccupazione e di grande incertezza per il futuro».
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