21 Aprile 2026 - 19:50:54

di Tommaso Cotellessa

A una settimana dalle prime segnalazioni, nessuna risposta ufficiale né dalla politica locale né dai vertici della Asl. È quanto denuncia l’avvocato Giuseppe De Matteis in merito alla condizione degli idonei al concorso della Asl1, per la quale parla apertamente di una situazione «grave e preoccupante», destinata ad avere ripercussioni rilevanti.

Secondo quanto riferito, l’unica reazione registrata sarebbe stata «la rabbia» nei confronti dei segnalanti, accusati di voler danneggiare i lavoratori precari. Una lettura respinta con decisione: «Non intendiamo creare danni a nessuno – si sottolinea – ma difendere diritti costituzionali». Piuttosto, l’iniziativa avrebbe contribuito ad aprire quello che viene definito un vero e proprio “vaso di Pandora”.

Nel mirino, la gestione del personale da parte della ASL. Nonostante richieste formali di chiarimento, anche tramite PEC, non sarebbero arrivate risposte. Tuttavia, secondo fonti interne, in data 21 aprile 2026 l’Azienda sanitaria avrebbe disposto, con una circolare (protocollo 76191/26), il rinnovo dell’incarico per 121 lavoratori precari assunti tramite agenzia, prorogandone il servizio fino al 30 giugno 2026.

Una decisione motivata – sempre secondo quanto riportato – da esigenze di fabbisogno di personale e nelle more dello scorrimento della graduatoria concorsuale. Proprio questo punto rappresenta il nodo della contestazione: circa 700 idonei attendono infatti di essere chiamati, ma vedrebbero rallentato o bloccato lo scorrimento a favore di contratti temporanei.

La vicenda assume contorni ancora più critici se si considera che, sempre secondo i denuncianti, le convenzioni con le agenzie interinali sarebbero state rinnovate per quattro anni, mentre la validità della graduatoria concorsuale è limitata a tre. Un disallineamento che alimenta il timore di un possibile svuotamento della graduatoria stessa.

Da qui l’ipotesi di un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, ritenuto necessario per tutelare i diritti degli idonei, che parlano di «compressione e compromissione di un diritto legittimo».

Nel frattempo, viene avanzata una richiesta formale di incontro istituzionale con il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, in qualità di presidente del comitato ristretto dei sindaci della ASL provinciale, con il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e con i vertici aziendali della ASL.

L’obiettivo è ottenere chiarimenti ufficiali e, soprattutto, «impegni scritti» sulle modalità di gestione del personale e sul futuro delle graduatorie.

La questione, ora, si sposta su un piano istituzionale e potenzialmente giudiziario, con il rischio di aprire un contenzioso che potrebbe incidere in modo significativo sull’organizzazione sanitaria locale e sulle prospettive occupazionali di centinaia di idonei.