22 Aprile 2026 - 18:35:33

di Martina Colabianchi

Tre nuovi lupi sono stati trovati morti per avvelenamento nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Con questi ultimi casi sale a 13 il numero degli esemplari uccisi illegalmente in pochi giorni.

A denunciarlo è il Wwf Italia, che parla di una vera e propria emergenza ambientale.

«Siamo davanti a una strage continua che colpisce il nostro patrimonio naturale – afferma l’associazione, sottolineando come l’uso di bocconi avvelenati rappresenti un atto criminale contro la biodiversità e un rischio anche per la sicurezza pubblica. Secondo il Wwf, la procura di Sulmona è al lavoro per individuare i responsabili, mentre si chiede la collaborazione delle comunità locali. Chi giustifica questi reati è complice», avverte l’associazione, ricordando che il veleno non colpisce solo i lupi, ma anche altri animali selvatici e domestici.

Particolare preoccupazione viene espressa per l’orso bruno marsicano, specie simbolo dell’area e già ridotta a poche decine di individui, che vive proprio nelle zone interessate dai casi di avvelenamento.

Il Wwf ricorda inoltre che il ministero della Salute ha ribadito con un’ordinanza dell’8 agosto 2025 il divieto di uso e abbandono di esche avvelenate, sottolineando i gravi rischi per ambiente e salute pubblica. L’associazione chiede interventi più incisivi, tra prevenzione e sanzioni efficaci, e si dice disponibile a supportare le autorità con le proprie unità cinofile anti-veleno nelle operazioni di bonifica.

La vicenda ha scosso l’Abruzzo intero, con la Regione che si era detta pronta a costituirsi parte civile nel processo una volta individuati i responsabili dell’uccisione degli animali.