25 Aprile 2026 - 09:10:50
di Marianna Galeota
«Il 25 aprile appartiene a tutti coloro che riconoscono nella libertà, nella democrazia, nella dignità della persona e nel rifiuto di ogni sopraffazione i cardini della nostra convivenza nazionale. È la data in cui la Nazione ritrova uno dei passaggi decisivi della propria storia: quello in cui, dalle macerie della guerra e dell’oppressione, prese forma il cammino verso l’Italia repubblicana e democratica».
Il messaggio del sindaco Pierluigi Biondi nel giorno dell’anniversario della liberazione dal nazifascismo.
Il sindaco sottolinea come per una città come L’Aquila, «questa ricorrenza non può essere soltanto un esercizio di memoria formale. Deve essere un’assunzione di responsabilità. Perché la libertà non si eredita una volta per tutte: si comprende, si custodisce, si rinnova. E si rinnova soprattutto quando una comunità sceglie di interrogare la propria storia non per fermarsi al passato, ma per trarne un orientamento per il futuro».
«È questo il senso profondo del lavoro che abbiamo voluto promuovere nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura – aggiunge – Per questo, abbiamo chiesto all’Accademia di Belle Arti di produrre un’opera dedicata ai Nove Martiri aquilani e ai martiri delle stragi di Onna e Filetto: non un semplice omaggio celebrativo, ma un gesto civile e culturale capace di parlare al presente, di coinvolgere le nuove generazioni, di rendere la memoria visibile e condivisa. La memoria, infatti, non può limitarsi a ricordare, ma deve poter esprimere una funzione educativa ed essere costruttrice di coscienza. Tanto più che i tradizionali monumenti, oppure l’intitolazione di strade o di edifici periferici non sono più in grado – soprattutto rispetto alle giovani generazioni – di attivare o riattivare la memoria collettiva».
I Nove Martiri, giovani aquilani uccisi dai nazifascisti nel 1943, aggiunge il primo cittadino, «rappresentano una pagina fondativa della nostra identità civica. A loro si unisce il ricordo delle vittime innocenti delle stragi di Filetto e Onna, consumate nel giugno del 1944 ad opera delle truppe tedesche di occupazione. Sono nomi e vite spezzate che ci consegnano una verità semplice e severa: la libertà ha avuto un prezzo umano altissimo, pagato spesso dai ragazzi, dalle loro famiglie, da civili inermi. Così per noi la cultura è lo strumento giusto. Non per sovrapporre estetica e dolore, ma per dare alla memoria una forma capace di durare nel tempo e di parlare con linguaggi comprensibili anche a chi è nato molto dopo quei fatti. Il tema della memorializzazione, oggi, non può essere affrontato con inerzia. Le comunità hanno bisogno di luoghi, segni che sappiano trasformare il ricordo in consapevolezza collettiva. È una sfida che riguarda il rapporto tra storia, spazio pubblico e formazione civile. Ed è una sfida che L’Aquila, proprio nell’anno della Capitale della Cultura, ha il dovere di raccogliere fino in fondo».
Celebrare il 25 aprile, allora, significa anche questo: «non ridurre la memoria a rito stanco, non consegnarla alla polemica, non impoverirla in chiave ideologica. Significa riconoscere che vi sono momenti della storia nazionale che devono unire, non dividere. E che il sacrificio di chi ha perso la vita per la libertà, o è stato travolto dalla ferocia della guerra e delle rappresaglie, ci chiede ancora oggi sobrietà, profondità e rispetto. L’Aquila conosce il dolore, ma conosce anche la forza della ricostruzione morale e civile. È una città che sa cosa significhi tenere insieme ferita e futuro. Per questo il ricordo dei Nove Martiri, di Onna e di Filetto non è soltanto parte della nostra storia: è parte della nostra responsabilità presente»
«Per questo, nel programma elettorale 2022-2027 del centrodestra prefiguravo, in un paragrafo dedicato ai Nove Martiri, la riappropriazione vivificante della memoria collettiva di questo tragico evento, attraverso un percorso da calibrare in relazione alle nuove opportunità che si sarebbero create nel tempo. Da quel paragrafo, per l’ottantesimo dell’eccidio, scaturì il sostegno del Comune alla realizzazione dello spettacolo, prodotto dal TSA, “Processo per i Nove Martiri aquilani”, tratto dall’omonimo libro di Walter Cavalieri, che debuttò con successo il 13 luglio 2023, nell’ambito dei “Cantieri dell’Immaginario” e che ha visto anche una drammatizzazione finalizzata alle scuole cittadine – conclude – Nel 25 aprile ritroviamo dunque non una liturgia, ma un impegno. Quello di trasmettere ai più giovani il senso della libertà come bene esigente. Quello di fare memoria in modo vivo. Quello di ribadire che una comunità è davvero tale quando onora i suoi caduti trasformando il loro sacrificio in coscienza civile, in educazione e in futuro».
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