27 Aprile 2026 - 11:57:40

di Marianna Galeota

Un nuovo macchinario, utile per la diagnosi e per il monitoraggio delle malattie del fegato, è stato donato questa mattina da L’Aquila per la vita Ets al reparto di Malattie infettive dell’ospedale San Salvatore.

Alla cerimonia di consegna del Fibroscan, il direttore generale della Asl1, Paolo Costanzi, il direttore della Uoc di Malattie infettive Alessandro Grimaldi, Giorgio Paravano, presidente di L’Aquila per la vita, il senatore Guido Liris e il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci.


Il fibroscan è un esame non invasivo, che valuta il fegato misurando l’accumulo di grasso (steatosi) e la rigidità del tessuto epatico (fibrosi), in un modo simile a un’ecografia addominale.

L’esame non è né doloroso né pericoloso per il paziente ed è adatto anche a persone con pacemaker o donne in gravidanza.

«Si tratta di un apparecchio di nuova generazione che sostituisce un altro che ormai era diventato obsoleto – ha detto Grimaldi – In un momento difficile come questo, in cui i finanziamenti per la sanità pubblica non sono così ampi, noi abbiamo avuto questa possibilità grazie a L’Aquila per la vita che ringraziamo e al suo presidente Giorgio Paravano. Questo apparecchio è importante perché si inserisce all’interno dell’ambulatorio di Epatologia dove studiamo le malattie del fegato. Una volta si facevano le biopsie del fegato per capire quanto fosse danneggiato, oggi invece attraverso questo apparecchio si fa un esame che assomiglia molto a una ecografia e che calcola l’elasticità del fegato, ma non solo questo: è un apparecchio di nuova generazione che oltre a valutare, l’elasticità o la rigidità del fegato, calcola anche la steatosi. Ormai curiamo tante malattie metaboliche e questo apparecchio diventa molto importante per lo studio di queste malattie».

«Il nostro punto di riferimento sono sempre i pazienti – ha commentato Paravano – Quando il dottor Grimaldi ci ha chiesto di acquistare questa strumentazione e ci ha spiegato la motivazione, abbiamo capito che, attraverso questo strumento, non ci sarebbero stati dolori per il paziente. E’ un esame non invasivo che consente di andare ad esplorare le parti più nascoste del fegato, senza dover bucare. E’ una sorta di ecografo ad alta definizione. Questo ci ha convinto immediatamente, oltre al fatto che il dottor Grimaldi è stato uno dei primi pionieri de L’Aquila per la vita. E’ sempre infatti intervenuto senza alcun compenso per i problemi di natura infettiva dei pazienti di L’Aquila per la vita».