28 Aprile 2026 - 09:45:17

di Martina Colabianchi

Non sembrano ancora risolte le criticità sul fronte del sostegno alle persone con autismo in regione.

La delibera di Giunta 184 del 14 aprile 2026, denuncia Autismo Abruzzo Onlus, «viene presentata come potenziamento della rete regionale per l’autismo, con aumento di ambulatori dedicati e centri diurni, ma in tema di residenzialità per persone autistiche adulte la Regione Abruzzo resta ferma: fino al 2028 sono confermati solo i 12 posti già attivati dalla Asl di Chieti, saturi da tempo».

Tutto questo quando la stessa Regione, spiega la onlus, stima un fabbisogno residenziale di 56 posti, ma poi ne programma solo 15.

Dall’inizio dell’anno sono 5 le richieste di inserimento per ragazzi e adulti autistici, «che si aggiungono a 4 abruzzesi già collocati in strutture in Molise ed Emilia-Romagna. Con rette che possono superare i 250 euro al giorno, risorse pubbliche che potrebbero creare servizi, competenze, lavoro e continuità assistenziale in Abruzzo».

Paradossale è che posti residenziali risultino già previsti, 10 per la Asl Avezzano Sulmona L’Aquila e 8 per la Asl di Teramo, «ma non vengano attivati né finanziati. Le famiglie restano sole, costrette a diffide, ricorsi e battaglie legali per ottenere ciò che dovrebbe essere garantito».

Se poi si guarda ai minori, «in Abruzzo non solo non esistono posti residenziali dedicati a bambini e ragazzi, ma questi servizi non sono nemmeno previsti nella programmazione regionale. Una scelta che scarica su famiglie e servizi sociali un problema di competenza sanitaria e sociosanitaria. Quando il sostegno familiare viene meno, questi bambini finiscono nelle case famiglia: strutture non specialistiche, che pur con il massimo impegno degli operatori non sono progettate per bisogni così complessi”. Situazioni “che continueranno a ripetersi».

«Da anni ripetiamo un concetto elementare – dichiara il presidente di Autismo Abruzzo, Dario Verzulli -: un bambino autistico diventa adulto. Programmare centinaia di posti per bambini e ragazzi senza costruire una continuità per l’età adulta significa produrre nuove emergenze».

Già nel corso di una sua relazione lo scorso febbraio, era emerso come il fabbisogno in Abruzzo sia destinato ad aumentare nei prossimi anni, anche in considerazione del progressivo passaggio all’età adulta di molti utenti attualmente seguiti nei servizi per l’età evolutiva, e quanto sia quindi fondamentale “strutturare” il sostegno alle famiglie, in particolare a quelle monogenitoriali, che troppo spesso sono state lasciate sole a combattere contro questa malattia.

Le risorse stanziate dalla DGR 408/2025 per il 2026 «mostrano un’evidente sproporzione tra Asl e tra i setting assistenziali. L’assenza di fondi per il residenziale nelle Asl dell’Aquila, di Pescara e di Teramo non è un ritardo: è una scelta. Sarebbe invece opportuno armonizzare la ripartizione delle risorse e finanziare i posti previsti sulla carta».

Alla Giunta regionale la Onlus chiede quindi un atto di finanziamento immediato dei servizi residenziali nelle tre Asl prive, con attivazione dei posti previsti dalla programmazione; l’integrazione delle risorse della DGR 408/2025 e l’armonizzazione della ripartizione delle stesse tra le Asl, eliminando le disparità territoriali; l’inserimento nella programmazione regionale di posti residenziali per minori, oggi assenti; un cronoprogramma per l’attivazione dei 56 posti residenziali indicati nella Delibera 148/2026 e corrispondenti al fabbisogno stimato dalla Regione stessa.