02 Maggio 2026 - 11:28:35
di Tommaso Cotellessa
Un’iniezione di personale è in arrivo per le forze di Polizia penitenziaria in servizio nelle carceri di Abruzzo e Molise. L’intervento si inserisce in un contesto da tempo segnato da malumori all’interno degli istituti e da una diffusa sofferenza tra gli agenti, che denunciano carenze croniche di organico.
Complessivamente saranno 70 gli agenti destinati alle strutture abruzzesi e 15 quelli assegnati al Molise.
Nel dettaglio, in Abruzzo il contingente più consistente è previsto per il carcere di Sulmona, che accoglierà 26 nuovi agenti. A seguire, 11 unità saranno destinate all’istituto dell’Aquila, mentre 3 agenti andranno ad Avezzano.
Interventi significativi riguardano anche la provincia di Chieti: 10 unità a Lanciano, 9 a Vasto e 3 a Chieti. Sul fronte teramano sono previsti 6 nuovi agenti, mentre al carcere di Pescara saranno assegnate 2 sole unità.
A commentare le nuove assegnazioni è stato il segretario territoriale Abruzzo del sindacato Cnpp-Spp, Gaetano Consolati, che in una nota sottolinea: «Non sono tanti ma, considerando che si tratta della prima di tre tranche previste nel corso dell’anno, possiamo ritenerci relativamente soddisfatti».
Il sindacato esprime apprezzamento per il potenziamento previsto a Sulmona, struttura che da tempo segnalava gravi criticità, ma non mancano perplessità su alcune scelte. In particolare, viene giudicata discutibile l’assegnazione di 11 agenti all’Aquila, a fronte delle sole 2 unità destinate a Pescara.
«Non si capisce il motivo di queste scelte – si legge nella nota – soprattutto per quanto riguarda Pescara, dove il dato appare fortemente penalizzante».
Preoccupazione viene espressa anche rispetto al rischio che il personale assegnato venga successivamente impiegato in altri ambiti operativi, come i reparti speciali (GOM, GIO, GIR), sottraendo risorse agli istituti più in difficoltà. Una dinamica che, secondo il sindacato, si sarebbe già verificata in diverse realtà, tra cui Vasto e Sulmona.
Sul tema è intervenuto anche il segretario nazionale del Cnpp-Spp, Mauro Nardella, che ha ribadito la necessità di una gestione più trasparente e strutturata delle specializzazioni: «Le articolazioni del Corpo di Polizia penitenziaria devono essere gestite attraverso bandi, graduatorie e organici separati».
Nardella sottolinea inoltre come le direzioni degli istituti si trovino spesso a gestire numeri teorici di personale superiori a quelli effettivamente disponibili: «Questo comporta inevitabili ricadute negative in termini di efficienza ed efficacia del servizio».
Da qui l’invito all’amministrazione penitenziaria a svolgere un ruolo di riequilibrio: «È necessario agire come un’entità perequatrice, evitando di creare ulteriori disomogeneità negli organici».
Il giudizio complessivo resta quindi prudente. «La strada è tracciata – conclude Nardella – ora spetta ai vertici del DAP proseguire su questo percorso, facendo però attenzione a utilizzare al meglio le risorse disponibili».
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