07 Maggio 2026 - 11:01:06

di Marianna Galeota

Giornata di mobilitazione, anche all’Aquila davanti alla sede della Prefettura, con lo sciopero nazionale proclamato dalla FLC-Cgil rivolto a tutto il personale docente, dirigente scolastico e Ata in servizio negli Istituti tecnici.

La protesta è stata indetta per chiedere il rinvio della riforma dell’istruzione tecnica e l’apertura di un confronto reale con il mondo della scuola e con le parti sociali. Esprimiamo una forte preoccupazione per un provvedimento che comporta tagli pesanti a discipline fondamentali, sia di cultura generale che professionalizzanti, con un drastico ridimensionamento del monte ore e un impoverimento generale dell’offerta formativa, oltre che il rischio concreto di ripercussioni sugli organici e aumento del sovrannumero tra il personale docente e Ata.

Il sindacato spiega che la riforma taglierà di 33 ore l’italiano e di 132 le scienze integrate, per il settore economico ci sarà una drastica penalizzazione per la geografia e le lingue straniere, per quello tecnologico la riduzione di 231 ore delle scienze sperimentali e il dimezzamento delle ore di tecnologia e tecniche di rappresentazione grafica, nelle materie tecnico professionali tagli trasversali a Diritto, economia politica, economia aziendale e matematica.

«Noi in prima battuta chiediamo l’annullamento di questa riforma, che non condividiamo sin da quando il ministro Bianchi la propose qualche anno fa e che adesso è stata ripresa da Valditara con una certa aggiunta ideologica – ha spiegato la sindacalista Miriam Del Biondo Ma se proprio non si riuscisse ad ottenere la l’annullamento, chiediamo che almeno sia rinviata all’anno scolastico 27-28 perché non è accompagnata da linee guida né da regolamenti che permettano alle istituzioni scolastiche di progettare, gli organizzare serenamente il nuovo anno».

«Tra l’altro ci sono almeno tre ordini di problemi importanti su questa riforma – ha aggiunto – Uno di questi è che le famiglie hanno iscritto i loro figli, quindi precedentemente alla pubblicazione del decreto che è di febbraio, in una scuola che a settembre troveranno fortemente cambiata e poi. La riforma prevede il taglio di molte ore, soprattutto di discipline generali: parliamo di italiano, geografia, lingua straniera. E noi riteniamo che ci sia bisogno di favorire una ripresa culturale in questo Paese e non di continuare ad impoverirlo».