08 Maggio 2026 - 11:25:54
di Martina Colabianchi
Il nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC) al centro del dibattito della politica cittadina.
I consiglieri comunali Paolo Romano e Stefania Pezzopane, in conferenza stampa insieme al consigliere Lorenzo Rotellini, hanno illustrato i contenuti dell’osservazione formale che hanno depositato in merito alla delibera di Giunta relativa al disegno preliminare del Perimetro del Territorio Urbanizzato, il PTU, che rappresenta uno dei primi passaggi del nuovo PUC previsto dalla legge regionale 58 del 2023.
Secondo i consiglieri, la proposta della Giunta, a dispetto di quanto dichiarato dall’amministrazione, amplierebbe il consumo di suolo invece di contenerlo.
Preliminarmente, i consiglieri fanno osservare che competenza al PTU è del Consiglio e non della giunta e quindi la proposta del Comune dovrà essere discussa prima nell’assemblea civica per poi essere sottoposta alla valutazione dei cittadini. Valutazione e ascolto dei pareri che l’assessore all’Urbanistica Francesco De Santis ha rivendicato come parte centrale dell’iter di formulazione del Perimetro del Territorio Urbanizzato. «Nel periodo di consultazione sono pervenute 60 osservazioni, esaminate dagli uffici comunali e dal gruppo tecnico incaricato attraverso un’approfondita attività istruttoria amministrativa e tecnica – ha spiegato l’assessore in una nota diffusa proprio in concomitanza della conferenza stampa delle opposizioni -. Abbiamo voluto garantire il massimo ascolto e il massimo rispetto di ogni contributo arrivato alla pubblica amministrazione perché crediamo che la pianificazione urbanistica debba nascere dal confronto e dalla partecipazione, ma anche da criteri chiari e uguali per tutti».
Contestualmente, l’Ufficio Urbanistica ha sviluppato un confronto tecnico-istituzionale con i competenti uffici regionali per approfondire alcuni aspetti interpretativi della nuova legge urbanistica, in particolare relativamente alla rappresentazione delle zone trasformabili e dei PTS regionali all’interno del PTU.
Ma «il PUC con tutte le fasi preliminare, tra cui il Piano Territoriale Urbanizzato, necessita di un confronto in primis nel Consiglio comunale – ha dichiarato Paolo Romano -. Lo si fa per capire qualitativamente dove si è arrivati, si fa una suddivisione delle aree urbanizzate con tutti i crismi della legge regionale e poi si apre ad una fase di osservazioni da parte del cittadino».
Ma al di là del coinvolgimento del Consiglio, le criticità del Piano per Pezzopane e Romano sono sostanziali. Secondo i consiglieri, il PTU predisposto dall’amministrazione non rappresenta una vera ricognizione del territorio urbanizzato esistente, ma una sostanziale riproposizione delle vecchie previsioni del PRG, comprese vaste aree edificabili mai attuate dal 1979 a oggi. Il documento osserva che il perimetro pubblicato appare come una sommatoria indistinta delle previsioni urbanistiche vigenti, senza una chiara distinzione tra aree effettivamente urbanizzate, aree già edificate, aree sottoposte a piani attuativi e aree ancora prive di urbanizzazioni primarie.
Romano e Pezzopane sostengono inoltre che gli elaborati pubblicati dal Comune mischiano tra loro superfici realmente urbanizzate e quelle che invece derivano semplicemente da previsioni edificatorie rimaste sulla carta. Nelle osservazioni viene evidenziato come la stessa amministrazione disponesse già di dati urbanistici dettagliati contenuti negli studi preparatori del nuovo PRG approvati tra il 2015 e il 2017.
«Se la legge parla di “eliminazione del consumo di suolo”, non si può creare un piano urbanistico comunale che parte da un piano territoriale urbanizzato che guarda ad una capacità edificatoria aggiuntiva rispetto a quello che dice la norma – ha continuato Romano -. L’amministrazione lo fa perché il perimetro urbanizzato è diventato una sommatoria indistinta tra quello che è stato edificato dal vecchio piano regolatore e anche la parte non edificata del piano. Ma la legge dice altro, dice che quello che non è stato realizzato del vecchio debba essere considerato in maniera differente e non aggiunto come invece ha fatto l’amministrazione nel perimetro urbanizzato».
In particolare, viene poi richiamato il Documento preliminare del Nuovo PRG, dal quale emerge che il territorio urbanizzato esistente sarebbe pari a circa 3.685 ettari, mentre il residuo del vecchio PRG ancora non attuato ammonterebbe a circa 1.005 ettari, cioè il 27 per cento del territorio urbanizzato esistente. Secondo i consiglieri, queste superfici inattuate si trovano prevalentemente all’esterno delle aree già costruite, spesso in prossimità delle aree agricole e prive delle opere di urbanizzazione primaria richieste dalla legge regionale.
Nel documento viene riportata anche una stima quantitativa delle superfici coinvolte. Secondo il calcolo effettuato, le aree edificabili non attuate e prive di urbanizzazioni inserite nel PTU corrisponderebbero a circa 1,7 milioni di metri quadrati, cioè oltre 5 milioni di metri cubi di nuova edificazione potenziale.
«È un argomento molto tecnico, ma anche molto politico – rimarca Romano -: Dal 2017, da quando cioè questa amministrazione ha ereditato tre delle quattro fasi del piano regolatore, di fatto non è stato realizzato nulla nonostante le promesse prima da parte dell’ex assessore D’Eramo, poi dell’attuale assessore all’Urbanistica, addirittura il tempo trascorso ha fatto in modo tale che arrivasse nel frattempo una legge regionale che cambiasse gli strumenti a disposizione (da Piano Regolatore a PUC), e di fatto neanche per questa consiliatura si riuscirà ad avere questa pianificazione. Da cronoprogramma che loro stessi hanno approvato, di fatto, si guarda alla fine del 2027 se non oltre».
Dal canto suo, l’assessore all’Urbanistica De Santis parla di una «nuova stagione di pianificazione urbana» per la città dell’Aquila, «capace di coniugare sviluppo, sostenibilità e qualità della vita. Il PTU rappresenta un passaggio fondamentale di questo percorso. Vogliamo consegnare alla città strumenti moderni, chiari e coerenti con una visione di crescita equilibrata e responsabile del territorio».
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