08 Maggio 2026 - 20:14:17

di Redazione

Il lavoro, i diritti sociali e il futuro delle giovani generazioni devono tornare al centro dell’agenda politica. È questo il messaggio lanciato da Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, intervenuto oggi tra Chieti e Avezzano nell’ambito della maratona elettorale a sostegno dei candidati sindaci del centrosinistra.

Due appuntamenti accomunati dallo stesso filo conduttore: costruire un’alternativa alle politiche della destra partendo dalle questioni occupazionali e sociali. A Chieti Fratoianni ha partecipato all’iniziativa «Al lavoro per Chieti», a sostegno del candidato sindaco Giovanni Legnini, incontro moderato dal candidato consigliere di AVS Edoardo Raimondi. Successivamente il leader di Sinistra Italiana si è spostato ad Avezzano per l’evento «Al lavoro per Avezzano», a supporto della candidatura di Roberto Verdecchia, insieme alla candidata consigliera Rosalia Tangredi ed esponenti della Cgil.

Al centro degli interventi il tema del lavoro stabile e dignitoso, sempre più segnato da precarietà e insicurezza. «Parlare di lavoro significa parlare di diritti, ma anche della condizione esistenziale di un’intera generazione», ha dichiarato Fratoianni, sottolineando come la precarietà non riguardi soltanto la tipologia contrattuale ma incida profondamente sulla vita quotidiana dei giovani, generando fragilità, ansia e assenza di prospettive.

«Si può fare molto per il lavoro in questo Paese, anche sul terreno delle amministrazioni locali, a partire dal salario minimo. Quando si parla di lavoro si parla di diritti: siamo di fronte a una generazione precaria, non solo nella forma contrattuale con la quale si rapporta al mondo del lavoro ma anche nella sua dimensione esistenziale», ha affermato.

Fratoianni ha poi indicato la Spagna come esempio di un modello alternativo possibile: «In Spagna si è lavorato per cancellare la precarietà, per il salario minimo, per ridurre il lavoro a parità di salario con la settimana corta, tutte scelte che noi sosteniamo e su cui abbiamo presentato proposte di legge».

Secondo il leader di AVS, serve una profonda riforma del mercato del lavoro capace di ridurre drasticamente le forme contrattuali precarie: «Oggi sono oltre quaranta le tipologie contrattuali presenti nel nostro mercato del lavoro. In Italia si lavora molto, spesso più che in altri Paesi europei. Il problema è che da anni non si investe abbastanza in innovazione, ricerca e qualità produttiva».

Da qui la richiesta di maggiori investimenti pubblici in scuola, università, ricerca e politica industriale. Fratoianni ha ricordato i numeri del precariato nel mondo accademico e scientifico: «Sono quattromila i giovani precari negli enti di ricerca e trentamila quelli nelle università italiane. Per stabilizzarli servirebbero due miliardi e mezzo di euro».

Il riferimento si è poi spostato sulle spese militari: «Di fronte a questa situazione è davvero necessario aumentare di 45 miliardi all’anno la spesa militare per arrivare al 5% del Pil come ha preteso Trump? Non può essere questa la nostra priorità. Una buona parte di quelle risorse dovrebbe essere destinata alla stabilizzazione dei precari e al futuro del Paese. La politica è questo: scegliere dove mettere le risorse».

L’appello finale è stato rivolto alla partecipazione democratica e al superamento della rassegnazione sociale. «Bisogna riconnotare la politica come uno strumento formidabile di organizzazione, mobilitazione e partecipazione. Quando matura l’idea che non è vero che nulla può cambiare, allora tutto può cambiare».

Nel corso degli incontri non sono mancate critiche alla situazione della sanità pubblica. «La sanità è in crisi non per caso ma per un definanziamento progressivo sempre più grave», ha detto Fratoianni, denunciando la carenza di personale sanitario, l’obsolescenza delle apparecchiature diagnostiche e il crescente numero di cittadini costretti a rinunciare alle cure: «In questo Paese ormai milioni di persone smettono di curarsi perché non possono permetterselo».

Attacco infine anche ai decreti sicurezza del Governo: «La risposta della destra è sempre propaganda e repressione. Aumentano pene e reati ma non affrontano il disagio sociale, la fragilità giovanile, la mancanza di servizi, scuola e prevenzione». Critiche rivolte anche alle norme che riguardano proteste sociali, scioperi, studenti ed ecoattivisti: «Colpiscono il dissenso, non i veri poteri criminali».