25 Maggio 2026 - 10:19:14
di Tommaso Cotellessa
Nuova bufera ambientale sui Monti Simbruini. La Stazione Ornitologica Abruzzese denuncia quello che definisce «l’ennesimo assalto» a un’area di altissimo valore naturalistico all’interno del sito di interesse europeo dei Simbruini. Al centro della polemica il cantiere forestale aperto a Piano Morbano, nel territorio di Cappadocia, dove – secondo gli ambientalisti – i lavori di taglio boschivo avrebbero provocato gravi danni a habitat protetti e alla fauna selvatica in pieno periodo riproduttivo.
A lanciare l’allarme è Massimo Pellegrini, ornitologo e presidente della Stazione Ornitologica Abruzzese, che parla di una situazione «fuori controllo» e di un vero e proprio «far west» nei tagli boschivi all’interno delle aree tutelate.
«Il cantiere ha letteralmente stravolto il bellissimo Piano Morbano distruggendo vegetazione protetta dall’Unione Europea e operando in pieno periodo riproduttivo dell’avifauna, con possibili impatti sui nidi di specie protette», denuncia Pellegrini.
L’associazione ha presentato un esposto urgente ai Carabinieri Forestali e alla Regione Abruzzo chiedendo l’immediata sospensione dei lavori e il ripristino dello stato dei luoghi. A supporto della denuncia sarebbero state depositate fotografie considerate “inequivocabili”.
Secondo quanto riferito dagli ambientalisti, numerosi cittadini avrebbero segnalato sabato scorso la presenza di mezzi pesanti e trattori impegnati nell’apertura di piste all’interno della prateria montana di Piano Morbano, con danni al cotico erboso di un habitat considerato prioritario dalla normativa europea: le «Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia», note anche per la presenza di rare orchidee spontanee.
«Lavori di questo genere comportano danni di lungo periodo sulla vegetazione – spiega Pellegrini – modificando le condizioni del suolo anche attraverso la compattazione causata dai mezzi meccanici».
La preoccupazione maggiore riguarda però l’impatto sulla fauna. In questo periodo dell’anno, infatti, molte specie di uccelli nidificano direttamente a terra nelle praterie montane. Tra queste il Calandro e la Tottavilla, entrambe specie tutelate a livello comunitario.
«Il rischio è quello di distruggere i nidi direttamente oppure di causarne l’abbandono a causa del disturbo provocato dai lavori», sottolinea il presidente della Stazione Ornitologica Abruzzese, ricordando che esistono specifiche prescrizioni europee che limitano le attività antropiche durante il periodo riproduttivo dell’avifauna.
Le associazioni ambientaliste chiedono ora un intervento rapido delle autorità competenti. Nel frattempo il tema dei tagli boschivi nelle aree protette sarà al centro di un incontro pubblico promosso dalla Stazione Ornitologica Abruzzese insieme a LIPU e Forum Ambientalista.
L’appuntamento è fissato per venerdì 29 maggio alle ore 16 nella sala conferenze del Comune di Avezzano. Al confronto sono stati invitati enti locali, Regione, comuni, enti parco, ordini professionali e associazioni ambientaliste, con l’obiettivo di affrontare le criticità legate alla gestione forestale e alla Valutazione di Incidenza Ambientale nelle aree protette.
L’incontro sarà aperto alla cittadinanza.
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