27 Maggio 2026 - 20:15:42

di Tommaso Cotellessa

Il processo per la devastante alluvione del 15 settembre 2022 resta al Tribunale dell’Aquila. La gup Giulia Colangeli ha infatti respinto l’eccezione sulla competenza territoriale sollevata dalle difese degli imputati, disponendo la prosecuzione del procedimento in Abruzzo.

La richiesta di trasferimento del processo era stata avanzata lo scorso febbraio dagli avvocati difensori, che avevano chiesto di spostare il procedimento ad Ancona sostenendo che la presunta incompatibilità derivante dalla presenza, tra i danneggiati, di un magistrato del distretto marchigiano riguardasse esclusivamente le parti comuni del condominio interessato e non la proprietà privata del magistrato stesso. Una tesi che il giudice ha ritenuto infondata, rigettando l’eccezione.

Sono complessivamente 22 gli imputati coinvolti nel procedimento: funzionari e tecnici della Regione Marche, della Provincia di Ancona, del Consorzio di Bonifica e del Comune di Serra de’ Conti. A vario titolo devono rispondere di cooperazione in inondazione colposa, lesioni gravi e omicidio colposo plurimo.

L’alluvione del settembre 2022 provocò tredici vittime, tra cui un bambino di appena otto anni, e devastò vaste aree delle Marche. Nel processo si sono costituite circa 250 parti civili.

Nel corso dell’udienza le parti civili hanno depositato nuova documentazione relativa al ponte “2 giugno” di Senigallia, struttura che secondo alcune ricostruzioni avrebbe avuto un ruolo nell’aggravare gli effetti dell’esondazione.

L’avvocato Simeone Sardella ha prodotto fotografie e articoli di stampa riguardanti le criticità del ponte, mentre è stato depositato anche un documento del viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi che, a seguito di un sopralluogo effettuato dopo l’alluvione, aveva evidenziato problematiche legate alla struttura.

Ulteriore documentazione è stata presentata dall’avvocato Corrado Canafoglia, oggi consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che ha depositato una recente sentenza del Tar relativa al ponte Garibaldi. Nella decisione viene ribadita l’importanza del cosiddetto “franco idraulico”, ossia lo spazio necessario a garantire il corretto deflusso delle acque in condizioni di piena. Secondo le parti civili, tale requisito non sarebbe stato rispettato nel ponte “2 giugno”.

La prossima udienza è stata fissata per il 29 giugno. In quella sede le difese replicheranno alla documentazione depositata dalle parti civili e prenderà il via la fase della discussione. Nessuno degli imputati ha chiesto di accedere a riti alternativi.