28 Maggio 2026 - 09:33:55

di Vanni Biordi

La seduta della Commissione di Vigilanza convocata per oggi, 28 maggio, all’Emiciclo dell’Aquila, non è una riunione ordinaria. Tre dossier, tre problemi aperti, una sola controparte chiamata a rispondere: la Regione Abruzzo.

Il primo punto riguarda il coinceneritore di NDTEnergy a Casoli di Atri. Il Tar Abruzzo ha disposto un approfondimento sulle integrazioni progettuali presentate dall’azienda dopo la chiusura della conferenza dei servizi, su ricorso di 38 famiglie residenti. I sindaci di Atri, Pineto e Roseto degli Abruzzi ribadiscono la propria contrarietà assoluta, ritenendo il progetto non autorizzabile sotto diversi profili ambientali, sanitari e procedurali. L’autorizzazione al conferimento di rifiuti da soggetti terzi e non esclusivamente dalla Neodecortech altera in maniera sostanziale il perimetro originario del progetto, trasformando di fatto un impianto aziendale in qualcosa di assai più vicino a un inceneritore a uso collettivo, con tutto quello che ne consegue sul piano della VIA e delle distanze minime dagli abitati. Il secondo dossier è forse il più grave sul piano istituzionale.

Con delibera n. 116 del 1 aprile 2026, ANAC ha accertato che AReACom ha esternalizzato il servizio di verifica dei requisiti degli operatori economici, funzione che per legge deve essere svolta esclusivamente dalla stazione appaltante, dichiarando illegittimi gli affidamenti esaminati. Un cortocircuito che, nei fatti, ha consentito a chi partecipava alle gare di certificare sé stesso. La difesa della centrale unica d’appalto regionale, che parla di «fase transitoria di riorganizzazione», non attenua la portata della censura. Il terzo capitolo è la liquidazione del CSI Chieti-Pescara.

Le analisi condotte da KPMG e PwC hanno evidenziato un quadro incompatibile con la prospettiva di risanamento, con un debito di circa 20 milioni di euro. ARAP subentrerà nella gestione delle funzioni, delle infrastrutture e delle aree industriali del Consorzio. Quello che he nessuno ha ancora detto con chiarezza è che sono tre procedimenti distinti, tre istanze di controllo diverse, TAR, ANAC e Commissione consiliare, ma convergono nella stessa finestra temporale sullo stesso soggetto istituzionale. Non si tratta di criticità isolate ma di un modello che la politica regionale non può più leggere come somma di episodi separati.