29 Maggio 2026 - 12:56:29
di Tommaso Cotellessa
La vertenza Dante Labs torna a interrogare la politica regionale. Ad intervenire sul futuro degli ex dipendenti dell’azienda, che a distanza di circa due anni dalla conclusione dei rapporti di lavoro, attenderebbero ancora il pagamento del trattamento di fine rapporto e di altre spettanze maturate, è il consigliere del Partito Democratico Pierpaolo Pietrucci che ha presentato richiesta di una convocazione della Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale sulla vicenda Dante Labs.
«È necessario fare piena chiarezza su una vertenza che riguarda il futuro di lavoratrici e lavoratori ma anche sull’utilizzo di risorse pubbliche e il ruolo esercitato dalla Regione attraverso le proprie partecipazioni», queste le parole di Pietrucci, il quale all’interno ha espressamente richiesto l’audizione in sede di commissione dei vertici di Fi.R.A. S.p.A., dei rappresentanti della società Dante Labs S.r.l., delle organizzazioni sindacali e dell’assessore regionale competente.
«Parliamo di un’azienda – spiega Pietrucci – che negli anni è stata raccontata come una delle esperienze imprenditoriali più innovative nate sul territorio aquilano e che ha visto anche un significativo coinvolgimento del sistema pubblico regionale. Oggi, però, siamo davanti a una situazione che impone un approfondimento istituzionale serio».
«Le organizzazioni sindacali – prosegue il consigliere – denunciano da tempo una condizione molto pesante per numerosi ex dipendenti. A questo si aggiungono le pronunce del Tribunale dell’Aquila richiamate dagli stessi sindacati, che avrebbero riconosciuto l’illegittimità di alcuni licenziamenti con conseguenti condanne economiche nei confronti dell’azienda».
Secondo Pietrucci la questione assume una rilevanza pubblica ancora maggiore alla luce della presenza di Fi.R.A. S.p.A., società in house interamente partecipata dalla Regione Abruzzo, all’interno del capitale sociale di Dante Labs.
«È necessario comprendere quale ruolo abbia svolto il socio pubblico, quali attività di monitoraggio siano state portate avanti, quali informazioni fossero nella disponibilità degli organismi regionali e quali iniziative siano state assunte davanti ai segnali di crisi dell’azienda. Quando vengono coinvolte risorse pubbliche, la trasparenza deve essere massima».
«La Commissione Vigilanza – conclude Pietrucci – non deve sostituirsi ad altri livelli di accertamento, ma ha il dovere di esercitare la propria funzione di controllo. Dobbiamo verificare se la partecipazione pubblica sia stata gestita coerentemente con gli obiettivi di tutela dell’interesse generale, salvaguardia degli investimenti regionali e difesa dell’occupazione. La priorità sono le lavoratrici e i lavoratori che attendono risposte e il diritto della comunità abruzzese a conoscere come siano state utilizzate le risorse pubbliche».
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