01 Giugno 2026 - 16:21:59

di Martina Colabianchi

L’emergenza Ebola al centro di una riunione convocata dal Capo Dipartimento della Protezione Civile Nazionale con Commissione di Protezione Civile e Commissione Salute Abruzzo.

Preoccupa infatti la situazione in Repubblica Democratica del Congo (RDC), epicentro dell’epidemia, e in Uganda dove si contano attualmente almeno 1.100 episodi sospetti, di cui 263 confermati, e 43 morti accertati.

Seppur, fortunatamente, in Italia (così come nel resto d’Europa) il livello di rischio stimato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie è considerato molto basso, il governo e le Regioni si stanno comunque muovendo dal punto di vista della prevenzione.

A margine della riunione, su impulso dell’assessore alla Salute abruzzese Nicoletta Verì e del direttore del Dipartimento, Camillo Odio, si è tenuta una riunione urgente con il direttore dell’Agenzia Sanitaria Regionale (Asr), Maurizio Brucchi, con i direttori generali e i direttori sanitari delle quattro Asl regionali, con i rispettivi referenti aziendali esperti, al fine di illustrare le nuove direttive nazionali in materia e concordare le misure organizzative da attuare.

Nel corso dell’incontro è stato concordato, in linea con quanto previsto dall’Ordinanza del Ministro della Salute del 29 maggio scorso, di organizzare una rete di consulenza specialistica infettivologica di supporto ai Dipartimenti di Prevenzione e ai Servizi di igiene e sanità pubblica territoriali per la valutazione clinico-epidemiologica dei soggetti che sviluppino sintomi durante il periodo di automonitoraggio, sorveglianza sanitaria o isolamento fiduciario. Della rete fanno parte le 4 unità operative di malattie infettive delle Asl.

È stato stabilito, inoltre, di individuare quali Centri hub di riferimento regionale in Abruzzo per l’inquadramento clinico, epidemiologico e del risk assessment, la Asl di Pescara e la Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila. I Centri spoke, invece, saranno rispettivamente la Asl Lanciano-Vasto-Chieti (per la Asl di Pescara) e la Asl di Teramo (per la Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila).

«Abbiamo recepito – spiega l’assessore Verì – le indicazioni ministeriali, definendo il modello organizzativo che entrerà in funzione in caso di necessità, esattamente come abbiamo già fatto nelle scorse settimane con l’Hantavirus. Si tratta, in ogni caso, di provvedimenti precauzionali, in quanto ad oggi in Abruzzo non c’è alcuna evidenza di potenziali rischi di infezione».

La circolare del Ministero stabilisce che chiunque arrivi in Italia dai due Paesi centro dell’epidemia, “direttamente o indirettamente” e “con qualsiasi mezzo”, sia tenuto a dichiarare entro 24 ore la provenienza da quelle zone nei 21 giorni precedenti, ossia nel periodo di incubazione del virus.