03 Giugno 2026 - 16:20:09
di Martina Colabianchi
Con l’imminente apertura della Casa di Comunità all’interno dell’ospedale San Salvatore, la sanità torna al centro del dibattito politico aquilano.
A riportarcela è il consigliere comunale di L’Aquila Nuova Paolo Romano, che punta il dito contro le scelte compiute negli ultimi anni dalla Asl e dall’ex manager Ferdinando Romano, che rischierebbero «di presentare oggi un conto pesantissimo ai cittadini della zona est dell’Aquila».
L’apertura della Casa di Comunità, infatti, può facilmente trasformarsi per Romano «in un’operazione di accentramento dei servizi sanitari», e il timore è che a pagarne il prezzo sia il presidio sanitario di Bazzano, che negli ultimi anni ha dimostrato di essere una struttura utile e vicina ai cittadini.
«Una struttura che – ricorda il consigliere -, proprio recentemente, è stata rafforzata con l’attivazione di un nuovo ambulatorio di angiologia e chirurgia mininvasiva, capace di offrire visite, esami diagnostici e piccoli interventi. A queste funzioni si è aggiunta la nuova postazione del 118 H12, che serve oltre 25.000 abitanti del quadrante est della città».
«Per questo risulta incomprensibile la strategia adottata dalla precedente direzione aziendale: da una parte si investe e si potenziano i servizi a Bazzano, dall’altra si realizza una Casa di Comunità dentro l’ospedale che rischia di attrarre personale, ambulatori e attività territoriali, svuotando progressivamente ciò che è stato costruito sul territorio».
«Da amministratore – prosegue Romano -, chiedo garanzie alla Regione Abruzzo e alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila affinché facciano immediata chiarezza sul futuro del presidio di Bazzano, assumendo l’impegno preciso di non effettuare depotenziamenti e trasferimenti di servizi dal distretto sanitario della zona est, ma anzi di perseguire un piano concreto di rafforzamento».
«Non accetteremo che dietro parole come “riorganizzazione” o “razionalizzazione” si nasconda l’ennesimo taglio ai servizi e l’ennesima penalizzazione per migliaia di cittadini che hanno diritto a una sanità di prossimità, efficiente e stabile. La zona est dell’Aquila non è una periferia da sacrificare – conclude -. Su questo saremo inflessibili».
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