04 Giugno 2026 - 09:18:31
di Martina Colabianchi
Riprenderà domani in aula ad Avezzano il secondo processo per l’uccisione dell’orsa Amarena, avviato dopo l’annullamento del primo per un vizio di forma.
Nell’udienza dello scorso 20 maggio, la difesa aveva cercato di contestare le 47 costituzioni di parte civile con un intervento durato circa un’ora e mezza e il deposito di una memoria di circa 180 pagine. Gli avvocati dell’accusa avevano, quindi, chiesto il tempo per esaminare la documentazione depositata e presentare memorie prima della prossima udienza.
«La forza della costituzione di parte civile è rappresentare animali, piante ed ecosistemi, non i soci delle Associazioni – dichiara Bruno Petriccione, presidente dell’Associazione Appennino Ecosistema, che si è costituita parte civile anche in questo secondo processo – Ribadiamo che ci ergiamo a tutori della fauna selvatica e degli ecosistemi, perché il danno arrecato dall’accaduto non riguarda solo l’associazione ma gli animali, le piante e l’ecosistema nel suo complesso. Noi parliamo a nome di chi non può farlo».
Amarena, orsa simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, fu uccisa a colpi di fucile il 1° settembre del 2023 a San Benedetto dei Marsi. Dopo l’uccisione dell’animale si persero inizialmente le tracce dei due cuccioli, poi avvistati e monitorati a distanza dal Parco. L’imputato, Andrea Leombruni, deve rispondere del reato di uccisione di animali, con l’aggravante della crudeltà.
Appennino Ecosistema, che fa parte della Global Alliance for the Rights of Nature, un’alleanza internazionale di centinaia di esperti, associazioni e istituzioni impegnati a far riconoscere i diritti della Natura come soggetto giuridico da rispettare in quanto tale, sarà presente come parte civile, rappresentata dall’avvocato Chiara Tozzoli.
All’esito della nuova udienza, il giudice dovrà confermare o meno la costituzione di parte civile dei 47 soggetti richiedenti, osteggiata dalla difesa dell’imputato con diverse motivazioni (mancanza dell’interesse a costituirsi, insussistenza del danno ai soggetti stessi, errori procedurali, etc.). Subito dopo, la Giudice dovrà fissare, finalmente, la data nella nuova udienza dibattimentale, la prima di questa seconda tornata, dopo gli errori procedurali che hanno segnato il procedimento fin dal dicembre del 2024.
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