09 Giugno 2026 - 12:22:56
di Martina Colabianchi
Gli obiettivi minimi di prelievo previsti dai piani della caccia di selezione del cinghiale in Abruzzo non sono stati raggiunti. Lo dice una nota della Regione Abruzzo, mentre la gestione della fauna selvatica continua infatti a rappresentare una delle principali emergenze per il comparto agricolo regionale. I danni alle colture, alle strutture aziendali e alle produzioni agricole continuano a crescere, con ripercussioni economiche sempre più pesanti per le imprese e con evidenti criticità anche sul fronte della sicurezza pubblica.
Lo denuncia Cia Abruzzo, che richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare e rendere più efficaci le attività di contenimento della popolazione di cinghiale sul territorio regionale da parte degli ATC abruzzesi, alla luce delle indicazioni contenute nella recente comunicazione del Dipartimento Agricoltura della Regione Abruzzo relativa all’attuazione dei Piani di Prelievo in Selezione (PPS).
«Comprendiamo le difficoltà operative che caratterizzano una materia complessa come la gestione faunistica, ma allo stesso tempo riteniamo che non sia più rinviabile un deciso miglioramento dell’efficacia delle azioni messe in campo», ha dichiarato Nicola Sichetti, presidente di Cia Abruzzo.
L’associazione sottolinea poi il ruolo fondamentale svolto dagli Ambiti Territoriali di Caccia e ribadisce l’importanza di dare piena attuazione alle misure organizzative previste dalla normativa regionale, soprattutto nelle aree dove la presenza dei cinghiali continua a provocare le maggiori criticità.
«Gli agricoltori abruzzesi stanno pagando da troppo tempo il prezzo di una situazione che continua a produrre danni rilevanti alle aziende e al territorio – prosegue Sichetti -. Per questo chiediamo a tutti i soggetti coinvolti uno sforzo ulteriore, affinché gli strumenti disponibili possano essere utilizzati in maniera più incisiva e gli obiettivi fissati vengano finalmente conseguiti. Le imprese agricole hanno bisogno di risposte concrete e risultati misurabili».
Secondo Cia Abruzzo, il contrasto all’emergenza cinghiali richiede una sempre maggiore collaborazione tra Regione, ATC, organizzazioni agricole e mondo venatorio, ma anche una piena assunzione di responsabilità da parte di ciascun soggetto chiamato a svolgere il proprio ruolo.
«L’obiettivo comune deve essere quello di ristabilire un equilibrio sostenibile tra attività agricole, tutela ambientale e gestione della fauna selvatica – conclude Sichetti -. Per raggiungerlo servono collaborazione, programmazione e soprattutto interventi efficaci. Le aziende agricole non possono più attendere».
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