10 Giugno 2026 - 11:17:10
di Martina Colabianchi
Procedono a passo spedito i lavori all’interno della cattedrale metropolitana dei Santi Massimo e Giorgio, il Duomo dell’Aquila, che dovrebbe essere restituito alla città entro la fine del 2026 con la speranza di poter celebrare, in questo luogo simbolo dell’identità aquilana, la Santa Messa di Natale.
Il cronoprogramma è stato ribadito nel corso di un’apertura speciale della cattedrale in occasione delle celebrazioni di San Massimo, patrono della città. A fare il punto sul cantiere ancora in corso sono stati il Soprintendente Abap L’Aquila – Teramo Massimo Sericola, l’architetto Augusto Ciciotti, rup dei lavori, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e Don Artur Sidor, parroco del Duomo.
Il Duomo fu gravemente danneggiato dal sisma del 2009, che provocò anche il crollo di una porzione dell’area absidale.
L’intervento si inserisce nelle linee strategiche promosse dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli, orientate alla tutela, alla valorizzazione e alla restituzione alla collettività del patrimonio culturale italiano, con particolare attenzione ai luoghi simbolo dell’identità storica dei territori. Avviato alla fine del febbraio 2023, il restauro si articola in due lotti di lavori che, da ottobre 2024, procedono parallelamente.
«Importante in questi anni è statp il superamento di una norma che nel 2015 ha di fatto paralizzato la ricostruzione dell’edilizia religiosa in questa città e a cui ha dovuto mettere riparo il Ministero dei Beni culturali – ha dichiarato il primo cittadino Biondi -. È un impegno che ci siamo presi davanti alla persona più autorevole della Chiesa, Papa Francesco, quando è venuto in visita qui su sollecitazione del Cardinale Petrocchi. In quell’occasione fu preso l’impegno di restituire nel minor tempo possibile questo straordinario pezzo di architettura religiosa, ma anche di luogo simbolo della città. Io credo, e spero tenuto conto delle complessità delle lavorazioni, di poter fare questo bis significativo entro il 2026: da un lato restituire il teatro comunale, dall’altro la nostra cattedrale. Due simboli della rinascita che testimoniano l’accelerazione che abbiamo voluto imprimere alla ricostruzione. Significherebbe, così, che l’anno da Capitale della Cultura ci ha dato quello stimolo a far riconoscere L’Aquila, ovunque, come un modello. Noi come amministrazione abbiamo messo a disposizione il Comune e gli Uffici speciali per cercare di restituire quanti più edifici religiosi alle rispettive comunità perché sono anche presidi di socialità e simboli che tengono insieme i territori».

I lavori, come si diceva, procedono a passo spedito. Come spiegato dall’architetto Ciciotti, sono stati completati la maggior parte degli step relativi al restauro e alla decorazione architettonica. Si tratta di un cantiere molto complesso, partito dalla necessaria messa in sicurezza dell’immediato post-sisma, poi proceduto con le operazioni di consolidamento con la riparazione dei gravi cedimenti strutturali e il rifacimento, in seguito, delle archeggiature, delle volte e della pilastratura crollata.
A seguire, i lavori sono proceduti sugli apparati decorativi degli altari e della volta. «I restauratori, in seguito agli interventi di consolidamento, sono entrati in campo e hanno dato il meglio di loro al fine di poter restituire alla città la cattedrale anche in tutta la sua bellezza estetica», ha detto Ciciotti.
Attualmente, è quasi completata l’indagine archeologica a seguito dello smontaggio del pavimento che, ha spiegato l’architetto, sarà ricollocato dopo la sistemazione della parte impiantistica.

«Oggi è una giornata simbolica perché, oltre ad essere la festa del patrono, simbolicamente abbiamo restituito, già da qualche giorno, alla città la facciata del Duomo come spazio identitario ed elemento pubblico della città – ha detto il soprintendente Sericola -. Sicuramente l’impegno è quello di restituire la cattedrale alla città entro l’anno. I lavori sono programmati in modo che si riesca a raggiungere questo obiettivo, stiamo procedendo per step cadenzati. La scopertura della facciata è uno di questi primi passi, ma dentro i lavori stanno procedendo molto rapidamente, in maniera molto attenta proprio per restituire sia questo importante tassello del patrimonio storico artistico del capoluogo, ma soprattutto un luogo di comunità, di cittadinanza, di culto che è uno degli elementi cardine da restituire proprio in questo anno di rinascita e crescita culturale e sociale della città».
«Restituire la chiesa entro la fine dell’anno è l’obiettivo – ha ribadito il soprintendente -. Stiamo lavorando in piena sintonia con la Curia, con il Comune e con le altre istituzioni proprio per procedere in questo senso. È un obiettivo che si pone il Ministero della Cultura come istituzione che lavora a servizio della comunità e della cittadinanza. Il lavoro è molto complesso. Lo Stato, per tramite del Ministero, ha investito ben 37 milioni di euro proprio perché i danni erano molto ingenti e quindi c’è stata una tempistica complessa per l’individuazione della ditta che potesse svolgere i lavori, per le fasi di affidamento, per il complesso lavoro di ricostruzione e poi di restauro e rifunzionalizzazione che adesso stiamo portando a termine».
«È bello essere qui insieme con voi per vedere di persona gli straordinari progressi nella ricostruzione della nostra cattedrale – ha detto Don Artur Sidor -. Sappiamo molto bene che il Duomo è una chiesa molto particolare, perché oltre ad essere un monumento importante dal punto di vista architettonico e storico, è anche un luogo dedicato alla cultura, all’accoglienza, alla liturgia e alla preghiera. Come tale, noi speriamo di riaverlo il più velocemente possibile. Grazie alla collaborazione tra diverse istituzioni qui presenti, siamo sicuri che questo lavoro stia procedendo bene e che andrà avanti il più velocemente possibile. Ringrazio in particolar modo tutti coloro che si stanno impegnando giorno per giorno in questo cantiere: i tecnici, i professionisti, gli operai e tutti coloro che fanno sì che sempre più si avvicini il momento in cui il portone della nostra cattedrale, con le sue straordinarie immagini dei Santi del territorio, si riaprirà di nuovo alla città consentendogli di essere di nuovo uno dei cuori pulsanti della vita culturale della città».
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