10 Giugno 2026 - 11:42:40
di Marianna Galeota
È fissata nel mese di giugno l’udienza di discussione relativa al primo ricorso depositato al giudice di pace dell’Aquila con cui è stata impugnata la cartella esattoriale emessa dall’Agenzia delle Entrate e Riscossione per conto della Asl 1 Avezzano – Sulmona – L’Aquila per una mancata disdetta delle prenotazioni delle visite sanitarie.
Il cittadino che ha depositato il ricorso, ha contestato l’accertamento ritenuto illegittimo, con il patrocinio dell’avvocato Carlotta Ludovici, responsabile peraltro dello sportello dell’Aquila e consigliere nazionale dell’associazione dei consumatori Adicu-aps-ente terzo settore.
«A seguito della fissazione della prima udienza di comparizione innanzi all’ufficio del giudice di pace di L’Aquila alcune delle somme richieste sono state annullate in autotutela dalla stessa Asl 1 – afferma l’avvocato Ludovici – La decisione tuttavia è stata adottata in sede di giudizio, quando, invece, l’ente avrebbe potuto e dovuto controllare nel proprio database la legittimità delle sue pretese. E’ lapalissiano che se il cittadino non avesse caparbiamente proposto l’opposizione e avesse quindi pagato quanto richiesto con la cartella di pagamento in questione, avrebbe corrisposto di fatto somme palesemente illegittime. In altri termini, è solo grazie al ricorso che è emersa la richiesta illegittima di somme non dovute per intervenuta prescrizione ovvero per visite di fatto effettuate, controlli questi che l’Azienda sanitaria aquilana avrebbe dovuto effettuare prima ancora di iscrivere a ruolo presso l’Ader somme alla medesima non spettanti».
«A questo punto la domanda sorge spontanea: quante altre cartelle esattoriali riportano somme di denaro non dovute e che i cittadini hanno pagato pur di non incorrere in spese di giustizia ovvero in azioni esecutive? Ad onor del vero la Asl 1, a seguito del deposito dei ricorsi avverso le menzionate cartelle esattoriali ha ritenuto prudenzialmente di sospendere l’efficacia delle stesse, almeno relativamente agli anni compresi tra il 2015 ed il 2020, in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria. Si attende, pertanto, la sentenza del Giudice, con l’auspicio che venga messo finalmente un punto su questa vicenda assurda», conclude l’avvocato Ludovici.
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