13 Giugno 2026 - 10:19:55
di Marianna Galeota
Sono stati oltre 900 i visitatori del Museo nazionale d’Abruzzo, nei primi 4 giorni di esposizione al pubblico dell’Ecce Homo, capolavoro di Antonello Da Messina, entrato nelle collezioni del Munda, lo scorso 8 giugno.
In attesa dell’arrivo, il prossimo 26 giugno, della Visitazione di Raffaello Sanzio, realizzata intorno al 1517 per la chiesa di San Silvestro e oggi conservata al Museo del Prado di Madrid, i numeri del Munda continuano a crescere: dal 20 dicembre, data di riapertura del museo all’interno del castello cinquecentesco, ad oggi, infatti, sono stati superati infatti 43 mila visitatori.
Il 26 giugno, il Munda ospiterà la preview per la stampa, della mostra “La Visitazione all’Aquila. Raffaello e Pontormo“, che aprirà ai visitatori fino al 27 settembre.
Un ritorno importante, inserito nel programma di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura.
La mostra, curata dagli storici dell’arte Tom Henry e dalla direttrice del Munda Federica Zalabra, e sostenuta dal Comune, metterà in dialogo il capolavoro raffaellesco con la Visitazione del Pontormo e sarà accompagnata da un catalogo illustrato, scritto e redatto dai curatori con contributi di altri importanti studiosi del settore, prevede anche disegni, stampe, modelli architettonici e documenti in una combinazione senza precedenti.
Intanto, oggi e domani 14 giugno, in occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia (GEA), il Museo Nazionale d’Abruzzo, offrirà al pubblico l’opportunità di conoscere da vicino il lavoro “dietro le quinte” dell’intervento di conservazione dei reperti lapidei custoditi negli spazi del bastione sud del Castello cinquecentesco.
Per questo è stata realizzata una nuova temporanea riorganizzazione del bastione per la più ampia fruizione delle collezioni e degli spazi espositivi connessi con le discipline dell’archeologia e della
paleontologia.
L’attività rientra nel più ampio programma di tutela e valorizzazione delle collezioni museali e prevede una serie di operazioni finalizzate alla prevenzione dei fenomeni di biodeterioramento e al miglioramento delle condizioni conservative dei manufatti.
In particolare, i restauratori incaricati dal Museo Nazionale d’Abruzzo sono stati impegnati nell’applicazione di specifici trattamenti biocidi a bassa invasività, indispensabili per contrastare la proliferazione di microrganismi e garantire la conservazione a lungo termine delle superfici lapidee.
L’intervento ha costituito un’importante fase preparatoria di un più articolato progetto di conservazione programmata che investirà tutta la collezione archeologica.
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