21 Giugno 2026 - 19:18:05

di Vanni Biordi

Nel calcio italiano, dove le strutture dirigenziali restano spesso legate a logiche di anzianità, la storia dell’aquilana Eleonora Bergamotto rappresenta un’eccezione che merita attenzione. A soli 23 anni, ricopre la carica di vicepresidente dell’Alcione Milano 1952, la società che sotto la presidenza di Giulio Gallazzi ha vissuto negli ultimi anni una crescita rapida e costante.

Eleonora Bergamotto siede nel Consiglio di Amministrazione del club milanese, partecipando attivamente alle decisioni che ne orientano lo sviluppo. È in questo contesto che, oltre alla gestione della prima squadra militante nel girone “A” della serie C, ha realizzato il progetto a cui resta più legata, la nascita del settore femminile dell’Alcione.

L’idea, fortemente voluta e seguita passo dopo passo dalla vicepresidente, ha preso forma all’inizio del 2026, quando la nuova squadra ha mosso i primi passi sotto la guida tecnica di Elena Tagliabue, moglie di Beppe Baresi, calciatore dell’Inter fino al 1992, nota soprattutto per essere stata l’artefice della costruzione del settore femminile dei nerazzurri. Non si è trattato di un avvio cauto o sperimentale. Sotto la direzione di Eleonora e del Consiglio di Amministrazione, l’Alcione ha acquisito il titolo sportivo del Gatteo Mare, un’operazione che ha permesso alla neonata divisione femminile di esordire direttamente nel campionato nazionale di Serie C, saltando le tappe regionali che normalmente accompagnano la nascita di un nuovo progetto sportivo.

Elena Tagliabue ed Eleonora Bergamotto

La visione che muove la Bergamotto va oltre il singolo settore. L’obiettivo dichiarato è costruire un club completo a 360 gradi, capace di tenere insieme la prima squadra, la trafila delle giovanili e il progetto femminile, portando ogni area agli standard di eccellenza che oggi definiscono le società più strutturate del panorama sportivo nazionale.

Vale la pena soffermarsi su un dettaglio che spesso sfugge quando si parla di crescita dirigenziale nel calcio italiano. Una vicepresidenza affidata a 23 anni non è un atto simbolico né una concessione generazionale, è la conseguenza diretta di un lavoro già misurabile, fatto di acquisizioni di titoli sportivi e di un settore femminile costruito in pochi mesi. È un segnale che la competenza, quando trova spazio reale nelle decisioni, non ha bisogno di anni di militanza per dimostrarsi solida.

Il momento in cui arriva questo riconoscimento non è casuale. Due anni fa l’Alcione guardava al futuro con ambizioni ancora da dimostrare. La promozione in Serie C della prima squadra e lo scudetto Under 19 Dilettanti avevano aperto una stagione di cambiamento per il club orange. Adesso, da Rimini, arriva un’altra pagina destinata a restare nella storia della società, il primo scudetto nazionale conquistato dall’Under 15 guidata da Carmelo Familiari.

Al Romeo Neri, contro l’Albinoleffe, l’Alcione ha completato un’impresa che fino a pochi mesi prima sembrava fuori portata. A marzo i ragazzi orange si trovavano a tredici punti dalla vetta della classifica, con entrambi gli scontri diretti già persi e il titolo apparentemente assegnato. La squadra ha continuato a crederci, ha rincorso, ha sofferto, e alla fine ha ribaltato un destino che sembrava già scritto. Nella finale, vinta 3-1, il protagonista assoluto è stato Nicolò Ciccarelli, autore di una doppietta decisiva. A chiudere i conti ha pensato Paolo Beccaria, al primo gol stagionale proprio nel momento più importante. Poi il triplice fischio, gli abbracci, e la consapevolezza condivisa di aver scritto una pagina nuova per il club.

Sono storie diverse, quella di Eleonora Bergamotto in dirigenza e quella dei ragazzi dell’Under 15 sul campo, ma raccontano lo stesso club, capace di costruire risultati partendo da decisioni coraggiose prese fuori dai riflettori. I sogni più belli restano spesso quelli che sembrano sfuggire di mano fino all’ultimo, prima di trasformarsi in realtà. E tu, se vuoi, chiamale emozioni.