23 Giugno 2026 - 16:31:08
di Andrea Di Paolo
Andrà in scena tra il 27 e il 28 giugno la terza edizione del “Festival dei Paesi Narranti del Gran Sasso”, la rassegna di valorizzazione dei borghi dell’aquilano presentata al Palazzo dell’Emiciclo.
Ad ospitare l’iniziativa saranno i borghi di Capestrano, Castelvecchio Calvisio e Calascio, aree ricche di storia e bellezze naturalistiche ma vittime, come la maggioranza degli insediamenti delle aree più interne, di fenomeni quali l’invecchiamento demografico e lo spopolamento.
Per questo nel programma sono previste tavole rotonde dedicate alla discussione delle criticità più sentite dalla cittadinanza, insieme ad escursioni nel verde, degustazioni delle prelibatezze locali e tanta cultura, per garantire una valorizzazione territoriale che si basi sui numerosi punti di forza delle aree stesse.
«Sono 15 Comuni – commenta l’assessore regionale alla cultura Roberto Santangelo – che non raccontano solo le attività che si svolgono sul loro territorio, ma immagino dei modelli diversi per rispondere alle emergenze del nostro tempo, dalla denatalità allo spopolamento delle aree interne. Sarà una due giorni ricca di eventi, laboratori e attività culturali anche per sviluppare nuove metodologie di approccio alla vita delle aree interne – chiude – oltre che il festival nel vero senso della parola».
Alla conferenza di presentazione, che ha offerto un’anticipazione delle attività in programma, anche i sindaci dell’associazione dei Paesi Narranti del Gran Sasso, un ambiente che favorisce il dialogo e l’unione tra aree forti di bellezze molto variegate ma anche accomunate dalla stessa necessità di invertire la rotta demografica e culturale.
«Andremo ad analizzare – spiega il presidente dell’associazione Paolo Federico – le principali criticità da affrontare grazie alla presenza di politici e tecnici. Nel pomeriggio del 27 giugno presenteremo anche un progetto molto importante per i Comuni del cratere di cui i nostri 15 fanno parte. I dati – va avanti – ci cominciano a dare ragione perché c’è una forte presenza turistica ma non solo, si tratta di una forte presenza di gente che vuole venire a vivere in questi territori, che va alla ricerca di particolarità, di prodotti tipici e di tutto quello che di bello possiamo offrire – conclude – insieme ai paesi narranti del Gran Sasso».
Novità da evidenziare quella del Bootcamp denominato “Officina futura dei piccoli paesi“, un progetto di formazione che vede il suo fulcro nella cultura delle aree interne aquilane grazie alla collaborazione con le tre università abruzzesi oltre che con il Gran Sasso Science Institute, in partenza già da domani 25 giugno.
Non solo, perché questa terza edizione del Festival vedrà la realizzazione di un Eco-Museo, uno spazio diffuso all’aperto che, grazie alla gestione diretta da parte della comunità, garantirà un ulteriore valorizzazione del patrimonio artistico e culturale dei Comuni coinvolti nel progetto.
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