23 Giugno 2026 - 18:14:58
di Martina Colabianchi
Esiste un solo «attore» che sa come stanno realmente e concretamente le cose in Ama Spa. Quell’attore è collettivo: sono le lavoratrici e i lavoratori dell’azienda che ne conoscono, dalla genesi e nel dettaglio, lo stato dei mezzi, le percorrenze, l’organizzazione e tutto il resto. Chi lavora quotidianamente in un luogo sa tutto, e anche prima dell’Amministratore Unico.
A dichiararlo in una nota congiunta sono le Rappresentanze Sindacali Aziendali (RSA) di AMA SpA: Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Faisa Cisal.
Dal Report del Controllo analogo, ovvero il controllo che il Comune dell’Aquila svolge sulle Società Partecipate, analogamente a quello esercitato sui propri servizi di pubblica amministrazione, sarebbe emerso, ad esempio, che tra gli aspetti positivi degli investimenti in Ama Spa figura «l’acquisto di n. 3 autobus elettrici nuovi, mediante contributo regionale».
Una buona notizia, a cui si affianca però un quadro più complesso: ci sarebbero stati, spiegano i sindacati, anche altri acquisti di mezzi vecchi e addirittura privi di aria condizionata.
«Ci si è misurati con un servizio esistente oramai datato – scrivono -, e certamente non adeguato alla sfida L’Aquila Città della Cultura 2026, che la stessa proprietà con apposita delibera ha chiesto di rendere più efficiente ed efficace. Si è trattato di un lavoro e di un risultato importante, svolto nell’interesse non solo di una migliore organizzazione del lavoro ma, visto che lavoratrici e lavoratori sono nel contempo cittadine e cittadini di questo territorio, sono anch’essi e i propri familiari utenti di questo benedetto trasporto pubblico locale e ne vorrebbero miglioramenti e implementazione».
«Una cosa talmente importante e frutto di un lavoro comune che, nella nota di accompagnamento alla Relazione, è lo stesso Amministratore Unico che indica all’assessore Paola Giuliani la strada della convocazione di un incontro anche con le Organizzazioni Sindacali. Nei fatti nulla è accaduto, nonostante i solleciti degli ultimi giorni, dal 28 maggio tutto tace».
«Ciò che sembrava, ed a noi appare tutt’ora, una necessità urgente, oggi giace, nonostante l’impegno posto da azienda e parti sociali, dimenticato nei meandri dell’assessorato alla mobilità. In definitiva l’efficientamento richiesto può tranquillamente attendere, le conseguenze le pagano cittadine e cittadini oltre ovviamente alle lavoratrici ed ai lavoratori di Ama.
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