28 Giugno 2026 - 17:59:13
di Vanni Biordi
Lo scontro politico sull’assenza di Sulmona nel Direttivo di Agir si sposta dal terreno della polemica a quello delle regole. Il sindaco Luca Tirabassi, insieme alla Giunta e ai consiglieri di maggioranza, respinge con fermezza le accuse dell’opposizione e sostiene che la mancata elezione del primo cittadino peligno non sia il risultato di una scelta politica, ma la naturale conseguenza delle disposizioni statutarie che disciplinano il funzionamento dell’Autorità per la gestione integrata dei rifiuti.
La ricostruzione offerta dalla maggioranza individua un passaggio preciso. Il Direttivo di Agir è stato eletto nel novembre del 2024, quando il Comune di Sulmona era guidato dal centrosinistra, e il mandato ha una durata di tre anni. Per questa ragione, spiegano gli amministratori, l’assemblea del 16 giugno scorso non era chiamata a rinnovare l’organismo, ma soltanto a prendere atto della permanenza dei requisiti dei componenti già in carica. Una circostanza che, secondo quanto affermato nel comunicato, è stata approvata all’unanimità dai sindaci presenti.
La maggioranza sostiene quindi che non esistesse alcuna possibilità giuridica per eleggere Tirabassi nel Direttivo. Nel testo diffuso da Palazzo San Francesco si legge che «non esisteva, a norma di statuto, alcuna possibilità che il Sindaco Tirabassi potesse essere eletto in quella sede». Una replica diretta alle contestazioni avanzate dalla minoranza, accusata di avere presentato un’interrogazione «tardiva ed inutile» senza avere considerato il contenuto dello Statuto e del regolamento dell’ente.
Il confronto assume anche un carattere strettamente politico. Tirabassi e la coalizione di governo attribuiscono all’opposizione il tentativo di trasformare una questione regolamentare in un caso istituzionale. Nel comunicato si afferma che «a dettare la linea nell’attuale amministrazione comunale è, ovviamente e doverosamente, il Sindaco», mentre le critiche vengono definite un modo per distogliere l’attenzione dalle difficoltà interne alla minoranza.
L’aspetto che deve essere considerato riguarda proprio il funzionamento degli organismi sovracomunali. Il peso politico di una città non coincide automaticamente con la presenza nel Direttivo di un ente. In strutture come Agir la continuità amministrativa è costruita per garantire stabilità alle decisioni e limitare gli effetti dei cambi di governo nei singoli Comuni.
È un principio che spesso passa in secondo piano nel dibattito pubblico, ma rappresenta uno degli elementi centrali della governance degli enti associativi. La discussione politica resta legittima, ma la valutazione sull’operato dell’amministrazione deve partire dalla distinzione tra le scelte discrezionali e i vincoli imposti dalle norme. Solo su questa base è possibile comprendere se ci siano responsabilità politiche oppure se il risultato contestato fosse già determinato dall’assetto statutario vigente.
LAQTV Live