01 Luglio 2026 - 16:13:36

di Martina Colabianchi

«Mentre Marsilio continua a tagliare nastri e inaugurare Case della Comunità e strutture sanitarie ancora prive dei servizi necessari, il Tavolo di monitoraggio e il Comitato LEA certificano un quadro allarmante della sanità abruzzese. Esprimono, anzitutto, un parere non favorevole sulla verifica del Piano di rientro 2025 e rilevano un risultato d’esercizio al IV trimestre 2025 delle 4 Asl in disavanzo di -82 M/Euro con una condizione di squilibrio strutturale dei conti, con un invito a procedere alle necessarie contabilizzazioni dei crediti inesigibili che potrebbero peggiorare ulteriormente il risultato d’esercizio. Richiamano, inoltre, pesanti ritardi nell’attuazione del DM 77, cioè della riforma della sanità territoriale che avrebbe dovuto rappresentare la risposta ai bisogni dei cittadini. A tutto questo si aggiungono criticità sulla copertura vaccinale, sulla mobilità sanitaria e sui servizi territoriali. Non è il giudizio dell’opposizione: è quanto scrivono nero su bianco i Tavoli ministeriali di monitoraggio».

Così in una nota il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, commenta le conclusioni del verbale di marzo del Tavolo di monitoraggio e del Comitato LEA sulla verifica dei conti e degli adempimenti della sanità abruzzese.

Il documento ministeriale, dice Paolucci, certificherebbe il disavanzo strutturale della sanità abruzzese sotto la Giunta Marsilio, una condizione che costringe i cittadini a pagare un’Irpef più alta e vincola risorse che altrimenti sarebbero destinate a trasporti, politiche sociali e investimenti.

Secondo il capogruppo dem, i verbali dei Ministeri smentirebbero i proclami regionali, evidenziando gravi ritardi nell’attuazione del DM 77 e della sanità territoriale.

In particolare, le Case e gli Ospedali di Comunità non sarebbero ancora in grado di garantire i servizi previsti, con il completamento di diversi siti slittato al 2026 e forti criticità attuative per le strutture di Pescina, Tagliacozzo e Montesilvano, per le quali la Regione sta valutando fonti di finanziamento alternative per non perdere i target del Pnrr.

Il documento ministeriale rileva inoltre un’elevata mobilità passiva, con una “fuga” di pazienti fuori regione che ormai colpisce anche le prestazioni di media e bassa complessità, oltre a carenze nelle cure palliative e nella copertura vaccinale.

«Il dato politico più pesante – conclude Paolucci – è che questa non è una critica del Partito Democratico, ma una certificazione dei Ministeri competenti, che sottolineano la preoccupazione sullo stato dei conti della Regione e in generale sulla sostenibilità del SSR, rilevando che l’Abruzzo e l’unica Regione in piano di rientro in cui si registra una inversione di tendenza, in senso peggiorativo dei risultati d’esercizio, con compromissione degli obiettivi del Piano di rientro. Agli abruzzesi, purtroppo, restano tasse più alte, una sanità che continua a perdere terreno, liste d’attesa interminabili e strutture inaugurate ma troppo spesso ancora prive della capacità di dare risposte concrete. Il fallimento della gestione Marsilio è ormai conclamato e trova conferma proprio negli atti ufficiali dello Stato».

Come ormai accade molto spesso quando si tirano in ballo i conti della sanità abruzzese, a Paolucci ha prontamente replicato l’assessore alla Sanità Nicoletta Verì. «Spiace constatare – si legge in una nota – che come al solito, per l’ennesima volta in questi anni, il capogruppo del Pd utilizza un verbale del Tavolo di Monitoraggio vecchio di mesi per far passare come nuovi dati che sono superati. Superati non perché lo dice l’assessore Verì, ma perché nel frattempo sono stati approvati i bilanci consuntivi 2025 delle Asl e della Gsa (la gestione sanitaria accentrata) che hanno restituito il quadro effettivo della situazione economico-finanziaria del sistema sanitario regionale. Documenti pubblici e pubblicati, accessibili a qualunque cittadino, dai quali emerge che lo scorso anno si è chiuso con un avanzo di 34 milioni di euro».

«La riunione del Tavolo di Monitoraggio – spiega l’assessore – c’è stata a marzo scorso, mentre i bilanci delle aziende sanitarie e della Gsa sono stati approvati dalla giunta regionale appena due settimane fa. Il risultato negativo delle Asl di cui parla il Pd è quello stimato sulla base della proiezione dei numeri al quarto trimestre 2025: una proiezione, dunque, non un valore reale. Il dato effettivo risultante dai rendiconti, invece, registra una riduzione del disavanzo di circa 30 milioni rispetto al 2024 e con le coperture della Gsa (risorse che fanno parte a pieno titolo dei fondi destinati alla sanità, sempre utilizzate del resto dall’ex assessore Paolucci per far quadrare i conti ai tempi del suo mandato) il risultato finale è un valore positivo di, appunto, 34 milioni. Un dato che non solo rispetta, ma migliora notevolmente, le previsioni contenute nel programma operativo. Mi viene da pensare che forse il Pd si sia imbrogliato nell’interpretare le carte».

Verì bolla come non vere anche le accuse sui ritardi delle strutture Pnrr. «I target previsti dal piano operativo attualmente vigente – rimarca – sono stati tutti rispettati e centrati. Anche in questo caso la minoranza può verificare le mie parole dalle piattaforme ufficiali, che registrano i dati in tempo reale, non da verbali cartacei che vengono logicamente trasmessi a mesi di distanza dalla riunione a cui si riferiscono».