03 Luglio 2026 - 16:19:00
di Martina Colabianchi
Il ruolo del SED (Servizi Editoriali e Digitali), la società in house interamente partecipata dal Comune che storicamente gestisce i servizi informatici dell’ente, è ancora al centro della polemica politica.
Sul tema tornano nuovamente i consiglieri comunali di opposizione Paolo Romano e Lorenzo Rotellini, che tornano a denunciare un immobilismo politico su una situazione da loro definita «vergognosa», su cui chiedono il coinvolgimento del Consiglio comunale.
La prima critica dei consiglieri riguarda una forte discrepanza economica. Da un lato, il Comune dell’Aquila ha deciso di affidare a soggetti privati esterni due progetti enormi e strategici: uno di cyber security da oltre 1,2 milioni di euro e la realizzazione di un nuovo software unico dell’ente per circa 1,8 milioni di euro.
Dall’altra parte, però, spiegano i due consiglieri, l’amministrazione ha rinnovato «il contratto di servizio della propria società partecipata praticamente agli stessi patti e alle stesse condizioni economiche degli anni precedenti, come se in questi anni nulla fosse cambiato».
Il nuovo software unico, inoltre, si sarebbe rivelato un boomerang con problematiche che impattano direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini. «Era stato presentato come la soluzione ai problemi dell’ente – incalzano Romano e Rotellini – e invece è diventata fonte continua di disservizi che incidono quotidianamente sul lavoro degli uffici e sui servizi ai cittadini. Disservizi che hanno coinvolto tutti i servizi comunali, mettendo a rischio tutti i pagamenti da effettuare, l’iscrizione allo stato civile, persino la registrazione dei defunti. Anche attività ordinarie, come caricare certificati di morte o di matrimonio, effettuare i pagamenti dell’ente o gestire le buste paga dei dipendenti, sono diventate macchinose, mentre prima richiedevano pochi minuti. Una situazione vergognosa sulla quale nessuno dell’amministrazione comunale ha mai voluto aprire bocca».
«Eppure – continuano – siamo l’unico comune capoluogo d’Italia in cui esistono contemporaneamente un assessore con delega alla digitalizzazione e un consigliere delegato sulla medesima materia; due figure politiche chiamate ad occuparsi dello stesso settore senza che questa duplicazione di ruoli abbia prodotto né maggiore efficienza né una chiara visione amministrativa. Eppure il lavoro svolto dal SED durante la pandemia, il percorso di digitalizzazione dell’ente, le nuove competenze maturate e le crescenti responsabilità meriterebbero un adeguamento del corrispettivo e un vero piano di crescita».
«Noi continueremo a difendere il SED perché crediamo rappresenti un patrimonio pubblico e uno dei veri punti di forza del Comune dell’Aquila e chiediamo all’amministrazione quale sia la reale strategia nei confronti della società partecipata. Il Consiglio comunale ha il diritto di sapere se si vuole davvero valorizzarla oppure se si è presa la decisione di marginalizzarla progressivamente, affidando all’esterno le attività più strategiche».
Da parte loro, Romano e Rotellini propongono di rafforzare l’organico con nuove assunzioni per gestire internamente i processi digitali senza regalarli ai privati, aumentare il corrispettivo economico del contratto di servizio tra Comune e SED e adeguare gli stipendi dei lavoratori ai livelli di mercato.
Quest’ultimo punto è centrale, considerando che «oggi un informatico della SED percepisce mediamente circa il 20% in meno rispetto ai livelli retributivi riconosciuti dal mercato: una situazione che rende difficile trattenere competenze e programmare il futuro», concludono.
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