05 Luglio 2026 - 10:22:21
di Martina Colabianchi
Sono andate avanti per tutta la giornata di ieri le complesse operazioni di spegnimento dell’incendio che da giorni interessa il magazzino dei prodotti confezionati dello stabilimento dolciaria Lazzaroni a Piane Mavone di Colledara, in provincia di Teramo.
Per supportare lo sforzo massiccio dei vigili del fuoco, la società Ruzzo Reti è intervenuta d’urgenza realizzando una linea idrica diretta ad alta portata e pressione. La nuova condotta, collegata a un idrante stradale, è stata appositamente progettata per garantire un flusso d’acqua costante e adeguato sia al rifornimento delle tradizionali autopompe dei Vigili del Fuoco, sia all’alimentazione dei sofisticati sistemi tecnologici schierati sul campo.
Le attività sul sito dell’emergenza vedono infatti l’impiego di mezzi robotizzati speciali, indispensabili per operare in ambienti ad alto rischio ed evitare il pericolo derivante da possibili crolli della struttura. Tra questi, le squadre stanno utilizzando il ‘LUF 60’, un sistema cingolato radiocomandato di ultima generazione che permette di sferrare un attacco diretto al fronte principale dell’incendio con getti ad altissima pressione, mantenendo il personale operativo a distanza di sicurezza.
Le delicate manovre di contenimento e bonifica sono coordinate dal Funzionario di servizio del Comando dei Vigili del Fuoco di Teramo, che assicura la gestione e l’avvicendamento delle squadre e dei mezzi speciali impiegati nello scenario. In attesa di una verifica finale di quanto provocato dall’azione distruttiva del fuoco, una prima stima dei danni ammonterebbe ad oltre un milione di euro.
Il sindaco di Colledara, Manuele Tiberii, ha confermato l’attivazione del Centro Operativo Comunale e ha ricordato alla cittadinanza che rimangono pienamente in vigore tutte le restrizioni firmate nell’ordinanza sindacale. Il provvedimento impone la chiusura temporanea di tutte le aziende della zona industriale e la sospensione della viabilità nelle aree vicine al sito dell’incendio.
Nonostante i primi rilievi dell’Arpa abbiano escluso criticità nell’aria, per i residenti e i lavoratori che si trovano nel raggio minimo di un chilometro dallo stabilimento, restano tassativi l’obbligo di mantenere chiuse porte e finestre, la disattivazione degli impianti di condizionamento con presa d’aria esterna e il divieto di soggiorno all’aperto. Sul fronte della sicurezza alimentare e degli allevamenti, l’ordinanza vieta il consumo e la raccolta di prodotti ortofrutticoli coltivati nella zona, disponendo al contempo il divieto di pascolo e l’obbligo di tenere al chiuso sia gli animali domestici sia quelli da reddito, vietando l’uso di foraggi freschi esposti ai fumi.
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