05 Luglio 2026 - 10:48:56
di Angelo Liberatore
In materia di opportunità di tutela socio-sanitaria offerta ai propri cittadini l’Abruzzo, con un indice di performance che si ferma al 43%, è in fascia gialla e si attesta al tredicesimo posto su 21 tra Regioni e Province autonome prese in esame.
Per dare un termine di paragone, al primo posto c’è il Veneto con un dato al 64%.
La classifica è quella basata sui dati dell’edizione 2026 del rapporto CREA Sanità sui rendimenti territoriali in materia di livelli di tutela della salute.
L’Abruzzo è praticamente la locomotiva del Mezzogiorno d’Italia.
Tra l’altro la nostra Regione, con l’indice di prestazione generale al 43%, fa registrare un dato complessivo praticamente quasi in linea con quello di Umbria (42%) e Lazio (45%), e superiore alla Valle d’Aosta (37%).
Quest’ultima è l’unica Regione del Nord Italia che si attesta nelle zone basse della classifica.
Tornando ai dati abruzzesi sono positivi il tasso di utilizzo del Fascicolo sanitario elettronico e la quota di prestazioni con priorità B eseguite nei tempi previsti.
L’altro lato della medaglia, però, parla di una quota bassa di case di comunità con almeno un servizio attivo, di mobilità passiva presente per le patologie a bassa e media complessità e soprattutto di un impatto importante del fenomeno della rinuncia a prestazioni sanitarie.
Nonostante ciò, però, nel rapporto CREA viene messo nero su bianco come (basandosi su un campione rappresentativo della popolazione) quasi il 26% degli abruzzesi abbia una percezione in miglioramento del sistema sanitario nazionale.
Si tratta (a pari merito con quello del Molise) del dato più alto registrato nel sistema Paese.
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