09 Luglio 2026 - 10:07:52

di Marianna Galeota

Un’esplosione si è verificata questa mattina intorno alle 8 alla Sabino Esplodenti di Casalbordino, (Chieti) fabbrica che opera nello smontaggio e disattivazione di munizioni militari.

A quanto si apprende una persona è morta e un’altra è rimasta ferita.

Sul posto sono intervenuti l’elisoccorso del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri.

Quella di stamattina è la terza tragedia che si verifica negli ultimi sei anni. Tre operai erano morti nell’esplosione verificatasi il 21 dicembre del 2020, altre tre vittime c’erano state in una esplosione avvenuta il 13 settembre del 2023.

Nel frattempo in segno di lutto il presidente della Provincia, Francesco Menna, ha annullato la cerimonia di inaugurazione della strada provinciale 236 che si sarebbe dovuta tenere questa mattina proprio a Casalbordino alla rotatoria della statale 16.

«Fare piena luce sulla dinamica dell’accaduto e accertarecon la massima rapidità tutte le eventuali responsabilità»

E’ l’appello della segreteria provinciale dell’Ugl di Chieti Pescara che interviene sull’esplosione.

Rappresentanti di Ugl si sono recati sul posto «per testimoniare concretamente la vicinanza del sindacato ai lavoratori, alle famiglie colpite e a tutta la comunità».

«La sicurezza sul lavoro – afferma Giuseppe Saraceni – deve rappresentare una priorità assoluta e non può mai essere considerata un aspetto secondario. L’organizzazione sindacale condanna con fermezza l’ennesimo grave episodio che, ancora una volta, porta con sé un pesante bilancio di vite umane e richiama l’attenzione sulla necessità di garantire i più elevati standard di sicurezza nei luoghi di lavoro. E continuerà a seguire con attenzione gli sviluppi della vicenda, ribadendo il proprio impegno nella tutela della salute, della sicurezza e della dignità di tutti i lavoratori».

L’Ugl esprime profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime e a tutti i lavoratori coinvolti nell’incidente.

«Per la terza volta un incidente alla ex Esplodenti Sabino di Casalbordino (Ch) provoca vittime. Per ora il bilancio è di un morto e un ferito grave. L’azienda è stata acquisita da una multinazionale turca dopo l’ultimo sequestro da parte della magistratura ma evidentemente non è migliorato il quadro relativo alla sicurezza. Dopo il primo incidente costato tre vittime io e Augusto De Sanctis denunciammo le inadempienze di Prefettura e autorità competenti relative a uno stabilimento ad alto rischio che rientra nella Direttiva Seveso.  Seguì una nuova esplosione con altre tre vittime. La multinazionale turca ha chiesto al comitato VIA della Regione Abruzzo il nulla osta per produrre proiettili esplosivi.
La Regione non rilasci questa autorizzazione e i poteri pubblici si attivino per la chiusura definitiva di questa fabbrica di morte legata al ciclo militare e che mi sembra sia stata protetta da servizi segreti e apparati dello stato», afferma Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea .

«Ricordo che nel 1999 il proprietario e il direttore tecnico della Sabino patteggiarono per aver detenuto illegalmente dieci tonnellate di esplosivo T4. Negli anni ’90 Rifondazione Comunista con l’allora deputato Antonio Saia presentò un’interrogazione parlamentare su esplosivi partiti dai porti abruzzesi con destinazione Medio Oriente ed ex Jugoslavia Sarebbe ora di liberare il territorio da una presenza così pericolosa e che si offrano alle maestranze alternative occupazionali», conclude Acerbo.

Per le foto si ringrazia la redazione di Chiaro Quotidiano.