09 Luglio 2026 - 11:49:26
di Martina Colabianchi
Si torna a parlare in Abruzzo della legge regionale per le aree idonee destinate agli impianti a fonti rinnovabili, che valicherà i confini della Regione per approdare in Parlamento con un’interrogazione a firma del senatore del Partito democratico Michele Fina.
Il testo, approvato in prima battuta dal Consiglio regionale il 14 marzo 2025, è stato quasi integralmente sostituito con l’approvazione della nuova Legge Regionale n. 9 del 7 maggio 2026.
Una legge priva di criterio sull’individuazione delle aree idonee secondo il Pd abruzzese, ma contestata ora anche da diversi Ministeri del Governo Meloni che hanno chiesto al governo regionale modifiche alla norma. Richieste di modifica a cui, prontamente, il presidente di Regione Marco Marsilio ha risposto, con una lettera, manifestando l’impegno a procedere con una revisione dei punti giudicati critici.

Da qui, la richiesta del senatore Fina di chiarezza rispetto agli impegni presi nella modifica di una legge che, per le opposizioni, presenta evidenti criticità, in particolare per l’area del Fucino.
«Il consigliere Nicola Campitelli ha mentito all’Abruzzo perché aveva detto che il Governo non aveva contestato questa legge, mentre invece sono arrivate contestazioni da praticamente tutti i Ministeri – dichiara Fina -. Il presidente Marsilio, quindi, si è dovuto impegnare con una lettera a modificare la legge. Noi, le opposizioni ma anche le forze produttive di questa regione a partire dai rappresentanti degli agricoltori, avevamo contestato esattamente le stesse cose che i Ministeri di questo Governo, amico della Regione Abruzzo dal punto di vista politico, gli ha contestato».
Unitamente all’azione parlamentare, sulla legge si apre ora un nuovo capitolo anche in Regione dove il Partito democratico promette battaglia non appena la norma sarà ripresentata. «Noi già durante la discussione che ha dato poi seguito alla legge per l’individuazione delle aree idonee avevamo posto alcuni problemi, anche provando ad emendare il progetto di legge – ha spiegato il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Silvio Paolucci -. La maggioranza ha trionfalisticamente risposto che quella norma era perfetta, ma ora ci ritroviamo l’impegno di Marsilio a cambiarla perché è stata osservata esattamente come noi dicevamo e come poi si è rivelato».
«Noi pensiamo che si debbano rendere compatibili gli impianti di energia rinnovabile con il territorio, con le aree protette, con le reti Natura 2000, con i siti Unesco e con le aree produttive a partire dall’agricoltura che è un’eccellenza e che consente anche di far crescere e di tutelare il territorio – ha ribadito in conclusione Fina -. Noi pensiamo, quindi, che su questo punto debbano rapidamente fare marcia indietro e che, forse, l’assessore Campitelli dovrebbe ragionare di cambiare mestiere».
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