10 Luglio 2026 - 10:00:24
di Marianna Galeota
Nel 2025 la spesa delle famiglie abruzzesi per i beni durevoli si è attestata a un miliardo e 539 milioni di euro, in calo del 2,2% rispetto all’anno precedente.
I dati dell‘Osservatorio Annuale Consumi di Findomestic, giunto alla 32esima edizione, collocano l’Abruzzo al sedicesimo posto tra le regioni italiane per volumi complessivi. La spesa media per famiglia si attesta a 2.707 euro, con una flessione del 2,4%.
A pesare è soprattutto la mobilità: le auto nuove scendono a 323 milioni di euro (-11,9%), le auto usate raggiungono 442 milioni (+0,8%) e i motoveicoli si fermano a 56 milioni (-7%). Più favorevole l’andamento degli altri comparti.
Gli elettrodomestici grandi e piccoli salgono a 137 milioni di euro (+4,7%), l’elettronica di consumo vale 39 milioni (-2,6%) e i mobili arrivano a 358 milioni di euro, sostanzialmente stabili (+0,1%). Sul versante digitale, l’information technology sale a 40 milioni di euro (+3,4%) e la telefonia a 143 milioni (+2,6%), entrambe sopra la media nazionale. E tuttavia l’Abruzzo è la regione italiana con la spesa media per famiglia più bassa in telefonia: 198 euro contro i 239 euro della media nazionale.
«L’Abruzzo chiude il 2025 – dichiara Claudio Bardazzi, responsabile Osservatorio Findomestic – con un bilancio meno pesante di quanto lasci intuire la frenata dell’auto nuova. A fare la differenza è la tenuta di una parte importante della domanda familiare nei comparti della casa e della tecnologia: elettrodomestici, information technology e telefonia restano in crescita e attenuano l’impatto della mobilità sul dato complessivo. È il segnale di consumi prudenti, ma ancora capaci di orientarsi verso beni percepiti come necessari e ad alto valore d’uso».
PESCARA LA PROVINCIA CHE TIENE MEGLIO SUL TOTALE. Pescara mostra nel 2025 la migliore tenuta tra le province abruzzesi: la spesa in beni durevoli raggiunge 380 milioni di euro e si riduce solo dello 0,5%. La spesa media per famiglia è di 2.744 euro (-0,7%). Nel dettaglio, le auto nuove calano a 85 milioni di euro (-7,3%) e i motoveicoli a 18 milioni (-6,2%), mentre le auto usate arrivano a 106 milioni (+2,9%). Gli elettrodomestici crescono a 32 milioni di euro (+5,5%), l’elettronica di consumo si attesta a 9 milioni (-2,1%), i mobili a 84 milioni (+0,3%). L’information technology arriva a 10 milioni (+4,4%) e la telefonia a 35 milioni (+2,4%).
CHIETI RESTA IL PRIMO MERCATO ABRUZZESE, MA L’AUTO NUOVA CROLLA. Chieti è la prima provincia abruzzese per volumi con 447 milioni di euro di spesa complessiva in beni durevoli, ma chiude il 2025 con un calo del 3,6%. La spesa media per famiglia è di 2.700 euro (-3,9%). La mobilità è il comparto più debole: le auto nuove scivolano a 84 milioni di euro (-17,3%), quelle usate tengono a 128 milioni (-0,6%) e i motoveicoli cedono il 12% a 17 milioni. Più favorevole il quadro dei comparti domestici e digitali: gli elettrodomestici raggiungono i 41 milioni di euro (+4,8%), l’elettronica di consumo scende a 12 milioni (-2,8%), i mobili avanzano a 110 milioni (+0,4%), l’information technology a 12 milioni (+4,7%) e la telefonia a 43 milioni (+2,8%).
L’AQUILA SI DIFENDE GRAZIE ALL’USATO E AL DIGITALE. L’Aquila totalizza 354 milioni di euro di spesa in beni durevoli nel 2025, in calo dell’1,7%, con una spesa media per famiglia di 2.678 euro (-1,9%). Le auto nuove si fermano a 74 milioni di euro (-11,5%), le auto usate raggiungono 111 milioni (+1,5%) e i motoveicoli a 9 milioni (-1,3%) mostrano un arretramento più contenuto che altrove. Tra i beni per la casa gli elettrodomestici salgono a 31 milioni di euro (+4,8%), l’elettronica di consumo vale un 2,3% in meno a 9 milioni e i mobili sono in lieve calo (-0,5%) a 80 milioni. In positivo l’information technology a 9 milioni (+3,8%) e la telefonia a 32 milioni (+2,5%).
A TERAMO LA SPESA MEDIA A FAMIGLIA IN CALO DI QUASI IL 3%. Teramo chiude il 2025 con 358 milioni di euro di spesa in beni durevoli, in diminuzione del 2,5%, mentre la spesa media per famiglia si attesta a 2.708 euro (-2,7%). Le auto nuove calano a 81 milioni di euro (-11,1%), le auto usate a 97 milioni (-0,4%) e i motoveicoli a 12 milioni (-4,3%). Nei comparti della casa gli elettrodomestici arrivano a 33 milioni di euro (+3,8%), l’elettronica di consumo si ferma a 9 milioni (-3,1%) e i mobili restano a 84 milioni. L’information technology tocca i 9 milioni (+0,4%) e la telefonia i 33 milioni (+2,8%), contribuendo a contenere il rallentamento del totale dei consumi in durevoli.
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