10 Luglio 2026 - 13:02:17
di Tommaso Cotellessa
L’Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico (ASBUC) di Paganica e San Gregorio alza nuovamente il livello dello scontro sul progetto del metanodotto “Linea Adriatica” di Snam. Con una delibera approvata all’unanimità, l’ente ha infatti diffidato formalmente il Comune dell’Aquila, la Regione Abruzzo e la Provincia dell’Aquila a esercitare tutte le prerogative istruttorie previste nell’ambito del procedimento autorizzativo relativo al tratto Sulmona-Foligno dell’infrastruttura.
La delibera, trasmessa anche a Snam e alla Commissione Europea, contesta le cosiddette “ottimizzazioni” progettuali presentate dalla società, ritenute non sufficienti a superare le criticità già evidenziate negli anni dall’ASBUC.
Secondo l’amministrazione dei beni civici, il nuovo tracciato e le opere accessorie che interessano il demanio civico di Paganica e San Gregorio rimangono sostanzialmente invariati. Inoltre, l’ente sottolinea di non aver ancora espresso alcun parere favorevole rispetto all’istanza di mutamento di destinazione d’uso presentata da Snam.
Tra le principali criticità evidenziate figura l’impatto dell’opera, dal valore di circa 3 miliardi di euro, che attraverserebbe per circa sette chilometri il territorio di Paganica occupando quasi 40 ettari di beni di uso civico, comprese tartufaie, boschi, sottoboschi con piante autoctone, sorgenti e coltivazioni di zafferano Dop.
L’ASBUC richiama inoltre la vicinanza del metanodotto al Santuario della Madonna d’Appari, dal quale il tubo passerebbe a meno di 200 metri, arrivando in alcuni punti a circa 12 metri dalle abitazioni, in un’area classificata ad elevata sismicità.
Tra gli elementi di maggiore preoccupazione vengono richiamati anche gli studi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), che avrebbero evidenziato criticità sul tracciato legate ai possibili movimenti del terreno in caso di terremoto. Secondo l’ASBUC, l’ente avrebbe stimato spostamenti fino a tre metri, mentre Snam continuerebbe a ridimensionare tali rischi, arrivando anche a chiedere una riduzione delle prove SPT necessarie per valutare il rischio di liquefazione del terreno.
L’amministrazione ricorda inoltre precedenti episodi verificatisi sul territorio, come l’incidente di Mutignano di Pineto del 2015 e i fenomeni registrati a Paganica dopo il sisma del 2009, sostenendo che tali eventi rendano necessarie ulteriori verifiche sulla sicurezza dell’opera.
Nel documento non manca una critica alle istituzioni anche sul piano politico. L’ASBUC osserva che, mentre sono stati destinati 80 mila euro alla promozione delle eccellenze abruzzesi – 50 mila per un programma televisivo dedicato allo zafferano e 30 mila per una trasmissione a Bruxelles sulla montagna – nessuna risorsa sarebbe stata investita per garantire un confronto pubblico con la comunità locale sugli effetti del metanodotto.
Per questo l’ente chiede una serie di interventi immediati: la revisione amministrativa delle ottimizzazioni progettuali che interessano Paganica, cartografie più dettagliate dell’intero tracciato con particolare riferimento all’attraversamento della strada statale 17 bis, ulteriori studi sulla risposta sismica locale, verifiche strutturali sulla tenuta della condotta e della stessa SS17 bis in caso di eventi sismici, la trasmissione all’ASBUC della nuova documentazione progettuale, adeguati risarcimenti per i danni alle coltivazioni e ai beni civici, la deviazione del tracciato, la sospensione dei lavori nei tratti interessati dalle ottimizzazioni fino alla produzione delle certificazioni richieste e un intervento formale di Regione Abruzzo e Comune dell’Aquila che traduca la contrarietà già espressa in atti amministrativi e legali.
L’ASBUC conclude riservandosi ogni ulteriore iniziativa, anche in sede giudiziaria, qualora ritenga che il patrimonio civico, ambientale e paesaggistico di Paganica e San Gregorio non sia adeguatamente tutelato.
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