11 Luglio 2026 - 10:02:57

di Martina Colabianchi

In Italia mediamente il 42,4% dell’acqua potabile immessa in rete va sprecata, pari a una perdita giornaliera di 157 litri per abitante. A livello nazionale, questo spreco si traduce in un impatto economico stimato in ben 9,8 miliardi di euro all’anno.

A dirlo è lo studio della Cgia di Mestre, basato su dati Istat e riferito al 2022, che colloca l’Abruzzo tra le regioni più critiche d’Italia per quanto riguarda la dispersione idrica, posizionandosi al secondo posto a livello nazionale subito dopo la Basilicata.

Nella nostra regione, infatti, il 62,5% dell’acqua immessa nella rete viene persa, 181 milioni di metri cubi in un anno. In termini economici, lo spreco idrico costa alla regione ben 449 milioni di euro all’anno.

Lo studio della Cgia, inoltre, cita inoltre una particolarità legata al territorio: nella campagna abruzzese la presenza di fontanili in muratura (utilizzati come abbeveratoi per il bestiame) può dar luogo a erogazioni considerevoli e, di conseguenza, a elevate perdite registrate.

Parrticolarmente critica, in Abruzzo, la situazione delle province di Chieti (70,4% di acqua persa) e L’Aquila (68,9%), che si trovano ai vertici nazionali della classifica dello spreco. Pescara (54,8%) mostra dati critici ma leggermente migliori, mentre Teramo si distingue come un’isola felice. Con una percentuale di perdite del 27,9%, si colloca nettamente al di sotto della media nazionale del 42,4% e a quella regionale.

Proprio sul fronte idrico la Regione Abruzzo sta correndo ai ripari. Il Consiglio regionale ha infatti recentemente approvato in via definitiva la riforma del Sistema Idrico Integrato, con cui l’Abruzzo passerà dall’attuale frammentazione di sei storici gestori a un massimo di due sub-ambiti territoriali, o addirittura a un gestore unico regionale.

A corredo di questo riassetto politico-amministrativo, proprio in questi giorni sono stati sbloccati dal Governo circa 189 milioni di euro destinati a 17 interventi strutturali sul territorio abruzzese. Questi fondi serviranno specificamente per il potenziamento delle reti, la digitalizzazione dei sistemi e, soprattutto, la riduzione delle pesanti perdite idriche.