18 Luglio 2026 - 16:05:02
di Martina Colabianchi
La Regione Abruzzo ha avviato le procedure di Valutazione Ambientale, V.A.S. e V.Inc.A., per il Piano Speciale Territoriale dei Tratturi, ma il progetto finisce subito nel mirino delle associazioni ambientaliste.
Italia Nostra, Forum H2O, ForumAmbientalista e Stazione Ornitologica Abruzzese hanno infatti depositato osservazioni durissime, denunciando gravi carenze tecniche, lacune diffuse e una normativa allegata definita contraddittoria e pericolosa per la salvaguardia di un patrimonio identitario unico.
Al centro della protesta c’è la classificazione dei tratturi, suddivisi in tre sole categorie. La categoria C, in particolare, solleva le maggiori preoccupazioni poiché identifica i tratti antropizzati come alienabili. Le associazioni evidenziano come la suddivisione sia arbitraria e fuorviante: la maggioranza dei percorsi, pur occupati da coltivazioni, viene inserita artificiosamente nella categoria B, pensata per le aree vicine ai centri urbani.
Un errore macroscopico riguarderebbe il Piano delle Cinque Miglia, tratto storico di eccezionale valore, che risulterebbe alienabile secondo la nuova proposta.
Esempio lampante della erroneità di tale scelta, per le associazioni, è il tratto a monte e a valle di Peltuinum, la città romana simbolo della transumanza in quanto situata esattamente sul tratturo. «Ebbene – scrivono -, anche in questo caso un lunghissimo tratto, in piena campagna, con un panorama mozzafiato, viene clamorosamente classificato come una periferia di un centro urbano!».
Le associazioni puntano quindi il dito anche sulla normativa proposta, «in cui da un lato a parole si sostiene di voler tutelare il bene ma dall’altro si rendono autorizzabili interventi anche pesanti come infrastrutture stradali o strutture turistiche permanenti. Per il resto – si legge ancora nella nota – si rendono possibili interventi con un profluvio di termini generici e privi di significato tecnico, come, ad esempio, “parcheggi limitati” oppure “trasformazioni moderate” che lasciano lo spazio a interpretazioni di ogni genere in sede attuativa».
Italia Nostra, Forum H2O, ForumAmbientalista e Stazione Ornitologica Abruzzese ritengono quindi che «questa proposta maldestra e pericolosa debba essere fermata procedendo a una profonda revisione che metta al centro la tutela e il recupero del bene tratturale, attraverso un’istruttoria tecnicamente appropriata che operi anche ad una scala fine e non in maniera grossolana».
«I tratturi, larghi 111 metri, rappresentano un patrimonio identitario centrale nella storia dell’Appennino e spesso costituiscono isole di preziosa biodiversità e non devono essere gestiti in maniera così approssimativa se non dannosa. Per questo le associazioni lanciano un appello a tutti i portatori di interesse, agli studiosi, alle associazioni, agli specialisti affinché diano un contributo per fermare la proposta attuale e redigerne una che garantisca la salvaguardia di questo bene comune e un suo utilizzo, a partire da quello turistico e agricolo, realmente sostenibile con misure precise e chiare», concludono.
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