20 Luglio 2026 - 10:37:57
di Martina Colabianchi
«Sosteniamo e condividiamo le ragioni della protesta nelle aree interne della nostra regione, in cui si chiedono sanità all’altezza e parità di accesso alla cure».
È quanto dichiara Angelo Radica, presidente dell’associazione di comuni ALI Abruzzo, in riferimento all’iniziativa di alcuni soggetti, tra cui la Cgil, per evidenziare la necessità di potenziare i servizi sanitari nella zona dell’Alto Sangro per cui, come chiesto dal sindacato, dovrebbe essere operativa l’autoambulanza medicalizzata.
Radica prosegue: «L’ospedale più vicino, nell’area in questione, è distante decine di chilometri, ed è indispensabile individuare assieme risorse, procedure e percorsi per implementare servizi di prossimità alternativi che siano efficaci. Oggi con i mezzi tecnici a disposizione, sebbene una forma di programmazione sulle ambulanze ci sia stata, di fatto non si riesce, come ha messo in luce direttore della Asl. Ma questo chiaramente non ci può permettere di eludere il problema, tanto più in un’area che in alta stagione diviene di grande afflusso turistico: in questo caso il vulnus diventa un danno non solo per la coesione territoriale, ma anche per l’attrattività dei luoghi, ed è perciò ancora più evidente l’urgenza di mettere in atto politiche strutturali per le aree interne».
«Occorre iniziare, attraverso standard e risorse adeguate, a realizzare l’eguaglianza dei cittadini che hanno diritto a servizi adeguati, a cominciare da scuola e sanità, a prescindere dei luoghi dove vivono. Le politiche e gli interventi una tantum lasciano il tempo che trovano, così come risulta stucchevole la contraddizione tra le dichiarazioni di principio e scelte e azioni politiche, come la riclassificazione dei comuni montani, che penalizza i territori più fragili».
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