20 Luglio 2026 - 12:19:36

di Martina Colabianchi

La questione sullo stato della ricostruzione, del completamento e della restituzione alla pubblica fruizione degli edifici religiosi del territorio comunale dell’Aquila è approdata in sede di assise comunale.

Lo ha fatto con un ordine del giorno a firma del consigliere di opposizione Paolo Romano. Lo scorso maggio, un’attenzione nei confonti della ricostruzione di un importante edificio di culto, la chiesa di San Gregorio Magno, è stata rivolta dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi che aveva sollecitato Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Aquila e Teramo affinché si sbloccasse l’iter dei lavori.

Una sollecitazione accolta con favore dal consigliere di L’Aquila Nuova, che ne aveva però sottolineato un ritardo di nove anni. Inoltre è arrivato ora il momento, secondo Romano, di sedersi attorno ad un tavolo e concentrarsi sulla ricostruzione di altri edifici di culto della città che, da ormai troppi anni, attendono di essere ricostruiti.

«Ricordiamo – ha detto Romano ai microfoni di LaQtv – che non parliamo solo di chiese e di culto, ma della ricostruzione del tessuto sociale. Le chiese sono state, negli anni ma anche adesso, il cuore pulsante e aggregativo delle nostre frazioni, dei nostri quartieri, del nostro centro storico».

Il consigliere ha portato in aula tanti esempi di chiese che attendono di essere restituite alle proprie comunità. «Valle Pretara, ad esempio – ha spiegato -, ha una chiesa che deve essere ricostruita ormai da 17 anni. Abbiamo poi la chiesa di Arischia che ha anche necessità importanti di messa in sicurezza da dover affrontare. Parliamo anche della chiesa di San Quinziano, vicino Palazzo Margherita, e poi ancora le chiese di Aragno, Tempera, Genzano di Sassa. Edifici che parlano della nostra socialità e del nostro sociale. È giusto, quindi, interrogarsi ma ancora più giusto fare quei tavoli propedeutici con tutte le istituzioni protagoniste affinché queste ricostruzioni come San Marciano e tante altre possano davvero rivedere la luce».

La richiesta di un tavolo istituzionale, però, è stata rispedita al mittente in corso di Consiglio comunale, che ha respinto l’ordine del giorno di Romano con 18 voti contrari e 10 a favore.