20 Luglio 2026 - 19:55:24
di Redazione
Un europeismo autentico come risposta alle grandi trasformazioni dello scenario internazionale, ma anche come chiave per ripensare la politica nazionale e il futuro delle aree interne. È questo il messaggio emerso sabato scorso a Castel del Monte, il comune montano dell’Aquilano situato a oltre 1.300 metri di altitudine, nel corso dell’incontro “Guardando il mondo dal monte”.
L’iniziativa, ospitata nella Sala Francesco Giuliani, ha offerto un’occasione di confronto sui principali temi dell’attualità, scegliendo come punto di osservazione simbolico proprio la montagna: un luogo che, lontano dal rumore quotidiano e dall’incessante flusso di informazioni, permette di osservare con maggiore lucidità i cambiamenti in atto.
Ospite dell’incontro è stato Corradino Mineo, storico volto del Tg3, a lungo inviato della Rai sul piano internazionale ed ex direttore di RaiNews24, da sempre riconosciuto come una delle voci più autorevoli e indipendenti del giornalismo italiano.

Intervistato dal giornalista aquilano Tommaso Cotellessa, volto di LAQTV e collaboratore di News-Town e A4 Quotidiano, Mineo ha affrontato il tema dell’informazione nell’epoca delle grandi trasformazioni geopolitiche e tecnologiche.
Tra gli argomenti centrali è emersa la questione dell’accessibilità alla rete e ai dati. Secondo Mineo, Internet deve essere considerata una grande infrastruttura pubblica, concepita nell’interesse della collettività e, proprio per questo, tutelata dagli Stati. Una riflessione che ha consentito di allargare il discorso alle aree interne, alla necessità di garantire connettività e servizi digitali e alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie, purché siano governate nell’interesse delle comunità locali e non diventino terreno di speculazioni.
Il confronto si è poi spostato sul quadro politico nazionale e internazionale. Mineo ha descritto il momento storico come una vera e propria rivoluzione epocale, caratterizzata da un profondo cambio di paradigma. Secondo il giornalista, negli ultimi decenni si è progressivamente consolidata una “logica del rancore”, alimentata da sentimenti di risentimento e sfiducia che oggi costituiscono il terreno sul quale molte destre internazionali costruiscono il proprio consenso, promettendo soluzioni spesso irrealizzabili.
In questa chiave ha interpretato fenomeni come il trumpismo negli Stati Uniti, il consenso raccolto da Giorgia Meloni in Italia e l’ascesa mediatica del generale Roberto Vannacci.
Accanto all’analisi critica, Mineo ha indicato anche quella che considera la strada da seguire: «È necessario stare sui problemi e dare soluzioni», ha affermato, sintetizzando la necessità di una politica capace di confrontarsi concretamente con le difficoltà delle persone.
Da qui il richiamo a un rilancio del progetto europeo. Per il giornalista, l’Unione europea deve rafforzare la propria capacità decisionale attraverso il superamento del diritto di veto e la costruzione di una vera difesa comune, condizioni indispensabili affinché possa diventare un autentico soggetto politico sulla scena internazionale.
L’incontro ha così confermato la vocazione di Castel del Monte a proporsi come luogo di riflessione culturale e politica, dimostrando come anche dalle montagne dell’entroterra abruzzese possa nascere uno sguardo capace di interrogare il presente e immaginare il futuro dell’Europa.
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