21 Luglio 2026 - 10:34:24

di Marianna Galeota

La petizione change.org/scuolaportaleoni  per chiedere una scuola media in centro storico, nell’area di porta Leoni ha superato le 500 firme.

La petizione sostiene una proposta di deliberazione che sarà depositata in Comune al termine della raccolta delle firme: Porta Leoni come sede preferenziale e studio di fattibilità entro 120 giorni.

«Atti, non annunci – scrive l’associazione Civico 99 che ha promosso la petizione – Il centro non rivive di eventi e ristoranti: rivive quando tornano bambine e bambini. Chi continua a dire no dovrà spiegarlo, davanti alla città e alle telecamere, alle ragazze e ai ragazzi che ogni mattina lasciano il centro per andare a scuola in periferia».

«’Più turisti, meno scuole’, così La Stampa ha raccontato a maggio il paradosso aquilano, il centro storico senza scuole della Capitale Italiana della Cultura. La trasmissione Report ha mostrato all’Italia l’erba cresciuta tra i banchi della ex Carducci e le migliaia di studenti ancora nei MUSP: 17 anni dopo il sisma, 4 scuole completate su 18 interventi. Siamo l’unica città italiana dove i bambini del centro storico non hanno una scuola nel proprio quartiere. È questo il biglietto da visita della Capitale italiana della Cultura 2026», aggiunge il comitato.

«Ora leggiamo che ‘i ricordi non bastano’ e che i palazzi storici non offrono spazi e sicurezza. Argomento fuori bersaglio – prosegue il comitato in una nota – nessuno chiede di tornare negli edifici vincolati. Chiediamo un edificio nuovo, antisismico, a Porta Leoni, su area comunale oggi ridotta a parcheggio, progettato insieme al parcheggio interrato già previsto. Il calo demografico, poi, non è un alibi ma un atto d’accusa: le famiglie se ne vanno proprio perché mancano i servizi. A Sassa si posa la prima pietra di una cittadella da 12 milioni per 520 studenti; al centro storico, intanto, nemmeno uno studio di fattibilità».

Quanto alla ricostruzione e utilizzi del Convitto, il Civico 99 sottolinea: «’Se lo studio tecnico è quello, il progetto è quello’, il problema non è tecnico ma politico. Lo scaricabarile tra Comune e Provincia è ormai sotto i riflettori nazionali: ogni ulteriore rinvio verrà raccontato, e noi ci faremo trovare».