02 Agosto 2026 - 10:06:51
di Marco Giancarli
Era il 2013 quando l’allora giudice per le indagini preliminari del Tribunale dell’Aquila Giuseppe Romano Gargarella aveva firmato una richiesta di arresto per diversi indagati con l’accusa di Corruzione, peculato, estorsione, falso e truffa ai danni dello stato, ponendo sotto sequestro diverse aree post sisma sulle quali erano sorti villaggi Map, i moduli abitati provvisori, nati per ospitare le famiglie rimaste senza casa dopo il terremoto del 2009 e che furono sempre dal tribunale sequestrati poiché costruiti con materiali scadenti e dunque non idonei ad ospitare delle famiglie che invece già da anni li abitavano.
Tra questi Map c’erano quelli localizzati a Cansatessa, zona ovest del capoluogo di regione che oggi a 17 anni dal sisma giaciono in queste condizioni.

Della vita rinata che doveva ospitare non rimane più nulla se non le tracce di fugaci scorribande per razziare quel che vi era all’interno dal mobilio al sempre più prezioso rame.
Per vedere tutto il resto non serve addentrarsi all’interno delle strutture ormai pericolanti e purtroppo di libero accesso, ma basta arrivare nel sito per scorgere sulle strade e viottoli interni del complesso decine e decine di frigoriferi, lavastoviglie, divani letto e tutto quel che è conseguito dallo smantellamento dell’interno degli appartamenti.
Sono anni che quello che si può definire uno scempio ambientale ed una discarica a cielo aperto si trova in queste condizioni senza che nessuno prenda i giusti provvedimenti per smantellare e riportare in sicurezza l’area.

A questo poi si aggiunge inesorabilmente anche lo scarso senso civico di alcuni cittadini che considerando già l’ammasso di rifiuti su quelle strade ha ben pensato di abbandonare anche i propri rifiuti derivanti da ristrutturazioni.
Insomma, uno scempio per il quale da anni i cittadini chiedono un’intervento da parte del Comune per mettere fine ad una situazione che di civile e di normale non ha assolutamente nulla, neanche per L’Aquila che di fenomeni di questo genere ahinoi ne può contare diversi, sparsi dei tanti, troppi progetti case lasciati al loro destino.
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