30 Luglio 2026 - 19:08:14

di Tommaso Cotellessa

Degli undici lavoratori morti nell‘hotel Rigopiano, travolto da una valanga il 18 gennaio 2017, solo i familiari di sei vittime hanno beneficiato delle prestazioni erogate dall’Inail. Restano invece esclusi i congiunti degli altri cinque lavoratori, poiché le vittime non avevano familiari fiscalmente a carico.

A renderlo noto è il Comitato Vittime di Rigopiano, che ha espresso sconcerto dopo la notizia della richiesta di risarcimento da 2,7 milioni di euro avanzata dall’Inail nei confronti del Governo.

Paola Ferretti, componente del direttivo del Comitato e madre di Emanuele Bonifazi, il receptionist trentunenne originario della provincia di Macerata deceduto nella tragedia, sottolinea: «Nel nostro caso quelle prestazioni non sono state riconosciute, perché non siamo a carico. Abbiamo ottenuto soltanto un assegno funerario, vergognoso e offensivo, pari a 2.136 euro, che non ha coperto neppure la metà delle spese funerarie».

«Da più di nove anni – aggiunge – cerchiamo di evidenziare una carenza normativa della vecchia legge che disciplina il trattamento economico delle morti sul lavoro, sottoponendo la questione a tutte le istituzioni possibili, compresa l’attuale presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Finora, però, nulla è cambiato. Nessuno si è mai preoccupato di risolvere questa situazione».

Pur riconoscendo che si tratta di una procedura ordinaria, «poiché l’Inail si è costituito parte civile», il Comitato si dice «meravigliato dalla tempestività con cui l’Istituto si è attivato», considerando che «siamo ancora in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza della Corte d’Appello di Perugia».