01 Agosto 2026 - 09:58:21

di Marianna Galeota

Un quadro allarmante e intollerabile quello emerso nell’ultima seduta della Commissione di Vigilanza della Regione Abruzzo, dove il Tribunale per i Diritti del Malato dell’Aquila ha sollevato ufficialmente la «drammatica situazione in cui versa il servizio 118 della ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila».

Su 20 postazioni complessive nell’intera provincia, ben 12 versano oggi in condizioni di grave criticità, private di medici, di infermieri o fortemente ridimensionate negli orari di operatività, ha denunciato il Tribunale del malato:

Si tratta di Barisciano e L’Aquila con postazioni non presidiate; Pescasseroli, Scanno, Campo di Giove e Pescocostanzo, prive della figura medica; Pratola Peligna: declassata da H24 a H12 e priva di medico; Rocca di Mezzo: operativa solo H12 anziché H24; Sulmona: ridotta a H12 invece del servizio continuativo H24; Civitella Roveto: operata da soli soccorritori anziché da equipaggio INDIA (con infermiere); Bazzano: nella maggior parte dei turni sprovvista di infermiere; Ovindoli: attiva solo in H12 notturna (e spesso priva di infermiere), a fronte di una destinazione originaria limitata ai soli periodi di alta stagione.

«A completare questo scenario di emergenza nell’emergenza, si aggiunge la criticità dei soccorsi aerei: l’elisoccorso è attivo esclusivamente nelle ore diurne, lasciando l’intero territorio provinciale privo di copertura aerea durante la notte. In un territorio orograficamente complesso come quello della provincia dell’Aquila, caratterizzato da zone montane, impervie e con centri abitati che distano oltre 50 minuti dal primo Pronto Soccorso utile, tali carenze mettono a diretto ed estremo rischio la vita dei , cittadini – afferma in una nota il Tribunale del malato – Le problematiche attuali trovano origine anche in scelte amministrative discutibili. Il recente bando di gara indetto dalla ASL 1 per la copertura delle postazioni si è rivelato del tutto incongruo rispetto ai reali bisogni del territorio infatti solo 2 associazioni sono risultate aggiudicatrici per un totale di appena 6 postazioni su 20. Storiche realtà del soccorso, come la Croce Bianca — presente al fianco della popolazione da ben 16 anni — hanno dovuto evidenziare l’insostenibilità di un impianto che pretende di delegare alle associazioni del terzo settore la ricerca in autonomia del personale infermieristico».

Nella nota si sottolinea come il regolamento approvato dalla stessa ASL 1 il 28 maggio scorso, «vieta di fatto agli operatori sanitari dipendenti di prestare attività presso le organizzazioni in convenzione. Un corto circuito burocratico che blocca le poche risorse disponibili».

«Nel corso della Commissione di Vigilanza, la Direzione Generale della ASL si è limitata a giustificare la situazione adducendo la carenza nazionale di medici e sottolineando come ‘negli ultimi anni si sia sempre fatto così‘», precisa la nota.

«Prendiamo atto della risposta della ASL, ma riteniamo inaccettabile la rassegnazione di fronte a un servizio essenziale e salvavita come il 118 – aggiunge la nota del Tribunale per i Diritti del Malato dell’Aquila – Le consuetudini del passato non possono diventare la giustificazione per il smantellamento del diritto alla salute di oggi. Ribadiamo con forza la necessità e l’obbligo che sia la ASL a mettere a disposizione il personale sanitario — sia medici che infermieri — per le postazioni 118, così come chiaramente normato dalla stessa Regione Abruzzo».

Il Tribunale per i Diritti del Malato chiede un intervento urgente ed indifferibile della Regione e della Direzione Sanitaria affinché vengano ritirati i provvedimenti ostativi, revisionati i bandi di convenzione e garantiti i livelli essenziali di assistenza (LEA) a tutti i cittadini del territorio provinciale, a prescindere dal comune in cui risiedono.